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Il centro per l'Impiego di Sala Consilina si fa trovare pronto alle novità legislative e lo fa con una nuova sede che è stata inaugurata ieri mattina alla presenza di diversi esponenti della Regione Campania tra cui anche l'assessore alle politiche del lavoro Sonia Palmeri che ha sottolineato come l'ente regionale, da quando ha acquisito la gestione dei centri per l'impiego, punta ad un rafforzamento degli enti al fine anche di portare un maggiore supporto nell'occupazione visti i tanti progetti posti in essere per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro. Soddisfatta della nuova sede e degli ampi spazi anche la dirigente del Centro Filomena Fressola che ha però sottolineato come sia necessario anche un ampliamento dell'organico.

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La Certosa di San Lorenzo a Padula presenta numeri in crescita che pongono il monumento di diritto tra i grandi attrattori della Campania. Un percorso di crescita e valorizzazione frutto anche di un nuovo progetto che ha consentito di collegare il settecentesca monumento certosino ad altri monumenti presenti nelle aree più centrali della Regione in maniera tale da essere promossa e presentata ad un pubblico più vasto.

La Certosa è riuscita così a sbarcare a Napoli acquisendo una maggiore notorietà ed, allo stesso tempo, suscitare anche un maggiore interesse che spinge il turista a visitarla e, ammirandone la sua maestosità e grandezza, a parlarne e suggerire quindi la visita del monumento. Per l'assessore regionale al turismo Corrado Matera, l'inserimento della Certosa nella rete di grandi progetti regionali come il Cammino delle Tre Certose legandola alle più note certose di Capri e Napoli, ha dato un nuovo impulso al processo di promozione turistica del monumento padulese.

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Il primo passo importante è stato fatto. Un altro riconoscimento per un’eccellenza gastronomica del Sud Italia. E’ arrivato, infatti, il via libera ufficiale alla indicazione geografica protetta (Igp) "Olio Lucano", un marchio di origine valido su tutto il territorio della regionale.

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il parere favorevole espresso dal Ministero per le politiche agricole alimentari forestali ed il turismo sulla proposta di riconoscimento. Per la Basilicata si tratta del diciottesimo prodotto a marchio. La proposta e il disciplinare di produzione sono stati presentati dall'associazione Igp “Olio Lucano'', con il parere positivo della Regione. Il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali lucano sottolinea che il via libera ministeriale ''è frutto di un grande lavoro di collaborazione della comunità olivicola lucana tutta con le istituzioni competenti, quali l’Alsia (Agenzia lucana per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura) e la Regione Basilicata''.

Va precisato come il disciplinare include tutte le varietà di olive regionali autoctone e non, con la zona di produzione che riguarda tutta la Basilicata. La Lucania è grande produttrice del prodotto, visto che registra l'1,4% dell'olio italiano offerto sulle tavole del Paese; sono 27 le varietà autoctone distribuite su 28mila ettari di territorio. Ora, per la definitiva consacrazione, occorre avviare il percorso di riconoscimento comunitario.

Federico D’ALESSIO

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Doveva essere un convegno pubblico con tanto di amministratori e cittadini. È stato un confronto informale su un tema “caldo”, l’Autonomia regionale, quello che ieri sera si è tenuto al Centro Don Bosco di Polla. Era organizzato da Francesco Casciano, presidente del movimento “Piccole e Medie Imprese – I piccoli che fanno grande l’Italia”, per parlare del progetto “Macroregione Autonoma Meridionale” (che coinvolge Abbruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia). L’incontro è stato ricco di spunti di riflessione seppur ridotto nel numero di presenze, pochi cittadini e pochissimi amministratori: c'erano il capogruppo di opposizione al Comune di Polla Fortunato D'Arista, il sindaco di Pertosa Michele Caggiano e il vicesindaco di Salvitelle Giovanni Niscio. Avrebbe potuto scadere in una predica di idee precostituite da parte di meridionalisti intransigenti. Così non è stato.

Il giornalista Sergio Angrisano, segretario nazionale della Federazione Movimenti di Base, coadiuvato da Mario Stanzione, presidente di Meridionalisti Indipendenti, ha illustrato il progetto della Macroregione Autonoma Meridionale che parte dalla raccolta firme in atto in questi giorni per un referendum consultivo in cui saranno coinvolti i cittadini. Sono 12 i movimenti meridionalisti che si stanno muovendo, sembra sulla falsariga delle regioni del Nord, in realtà è un’iniziativa intrapresa da anni. Un fermento che vede fra gli animatori l’ex governatore della Campania Stefano Caldoro ma è trasversale rispetto all’arco delle sensibilità politiche. I quesiti referendari su cui saremo chiamati a esprimerci sono due, scritti dal costituzionalista Giuseppe Palma, hanno come riferimento costituzionale gli art. 116 e 117.

Il vento del federalismo che sta soffiando sul Paese non convince tutti, c’è chi lo vede come una corsa agli egoismi locali e quindi un progetto “spaccaitalia”. E chi legge il processo come inesorabile e quindi la proposta della Macroregione è solo tutela di interessi legittimi e strumento di rinascita e riscatto. Tante i dubbi e le domande messi sul tavolo ieri sera: la Macroregione è un’utopia? Se no, quali sono le prospettive di efficacia? E ancora. Autonomia vuol dire maggiore assunzione di responsabilità, il Meridione è pronto? Si riuscirebbe a risolvere anni di inefficienze politico-amministrative locali che sono la concausa di sprechi, clientelismo e sottosviluppo?

La proposta della Macroregione potrebbe (il condizionale è d'obbligo) essere un’occasione da cogliere per assumerci la responsabilità e il merito del nostro stesso sviluppo. Che sarebbe poi il vero riscatto per tutto il Meridione.

Se il Comitato per il referendum raggiungerà entro 90 giorni il numero minimo di firme necessarie alla convocazione della consultazione referendaria, i cittadini saranno chiamati ad esprimersi. Per farlo con convinzione e consapevolezza è necessario che si informino. Informarsi vuol dire anche non disertare occasioni di confronto quindi partecipare per crearsi una propria solida opinione e non rischiare di rimanere vittime del “venditore di fumo” più prossimo.

Rosa ROMANO

 

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