Attualità


A distanza di quasi tre anni, torna d'attualità il prodigio della "lacrimazione" della statua di Sant'Antonio nel Convento Francescano di Polla. Al misterioso evento, sul quale la discussione è ancora aperta, ma anche ad una serie di avvenimenti correlati che si sono verificati nell'arco di questi 3 anni e che hanno come comune denominatore il Santo di Padova e la sua statua conservata nel convento pollese, il quotidiano "Il Mattino" dedica un intero reportage a firma di Pasquale Sorrentino. Utile per ripercorrere una vicenda sulla quale i riflettori dei media sembrano essersi spenti negli ultimi mesi, ma che per i frati del Convento e per la comunità religiosa pollese resta motivo di profonda fede in un preciso segno divino. E' il 12 Giugno del 2010 quando, intorno alle 15,00, Padre Domenico Marcigliano si trova nel chiostro adibito a museo del santuario in compagnia di Arturo, un giovane pollese che spesso aiuta i frati. Sono loro a notare un luccichio provenire dalla teca dove è conservata la statua. Restano attoniti alla vista di quella che sembra in tutto e per tutto una lacrima che scivola sulla guancia destra del volto ligneo. Padre Domenico chiama gli altri frati del convento, e insieme si rivolgono al vescovo per avere indicazioni. La consegna è quella di mantenere il riserbo più assoluto e così i Frati iniziano a pregare e, con un panno, asciugano gli occhi del santo. Quello stesso panno ora è sigillato nel santuario. A mezzanotte, dopo una breve interruzione, la statua riprende a piangere, ed il fenomeno di ripete alle 6 del mattino, quando con una siringa viene prelevato un po' di quel liquido misterioso, poi congelato. Nel corso della mattinata al convento arriva il Vescovo Spinillo, che vede la statua, e ne asciuga gli occhi rimasti umidi. Il tutto alla vigilia della tradizionale processione della Statua del Santo, che in occasione del 13 Giugno viene portata in spalla nelle strade di Polla. I frati decidono di effettuare la processione regolarmente, ma nei giorni successivi la notizia di quanto accaduto comincia a trapelare. Viene istituita la commissione laica e religiosa per appurare i fatti. Alcune foto scattate da frate Domenico documentano l'accaduto. Arrivano anche gli uomini del Ris di Roma che prelevano la siringa contenente il misterioso liquido: gli esami confermeranno che non si tratta di un liquido artificiale o chimico. Da una ulteriore analisi scientifica effettuata da un chimico che esamina la statua risulterà che si tratta di un fenomeno scientificamente inspiegabile. Ma a tre anni dal prodigio altri tasselli si inseriscono nella vicenda. Sono almeno quattro i miracoli o presunti tali, avvenuti dopo quel 12 Giugno, almeno stando alle testimonianze dei fedeli. Il primo è del 17 giugno 2010, cinque giorni dopo. Una mamma di Sala Consilina sogna Sant'Antonio, il giorno prima di una visita medica decisiva per la figlia Simona, affetta da una grave malattia. Il santo la rincuora: "Andrà tutto bene". La donna guarisce senza una spiegazione medica. Qualche mese dopo, una coppia di Caserta che non può avere figli si trova per caso a Polla e visita il santuario. Avranno una bambina, l'hanno chiamata Antonia e a battezzarla, ovviamente nel convento, è stato fra' Mimmo. Poi la guarigione di una donna di Monte San Giacomo anche lei gravemente malata. Le viene regalato il "santino" e lei si reca a Polla: anche lei è guarita. Infine, alcuni mesi fa, una signora romana malata di tumore alla gola si è trovata per caso a Polla. Si è recata al santuario e, pur non conoscendo la storia della statua piangente, ha deciso di rivolgere le sue preghiere al santo. Un mese dopo, secondo la sua testimonianza, la malattia è scomparsa. Quattro eventi inspiegabili, collegati al Sant'Antonio delle lacrime. Dal prossimo primo giugno al Convento di Polla avrà inizio la classica "tredicina", i tredici giorni di preghiera che conducono i fedeli fino alla festa di Sant'Antonio. E l'11 giugno è in programma una giornata di ringraziamento, alla quale saranno presenti tutti coloro che hanno ricevuto un segno dal Santo.

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