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L'importanza dello stare insieme e parlare vis a vis a confronto con l'evoluzione dei tempi moderni incentivata dalla pandemia. Sono questi gli spunti da cui è nata la lunga ed analitica riflessione del direttore generale della Banca Monte Pruno Michele Albanese che, prendendo come esmpio la sua banca e i rapporti che si instaurano tra i suoi dipendenti ed i clienti, mette in evidenza l'importanza che il rapporto sociale ed umano riveste oggi più che mai e che dovrebbe essere incentivato mentre, una nuova generazione, si fa strada disabituata al confronto dialettico e personale ed capace di intercedere solo attraverso al tecnologia.

Prendendo spunto da un recente articolo che raccontava di un giovane che invitava il proprio genitore ad accedere ai servizi bancari piuttosto che continuare a tollerare lunghe file agli sportelli, con la risposta del padre che ricordava al figlio come quei momenti non si riducevano a semplici obblighi bancari ma ad un vero e proprio momento di socializzazione, Michele Albanese ha ripercorso cosa accade agli sportelli della Banca Monte Pruno dove ogni cliente conosce il nome del dipendente che lo serve, dove tra dipendente e cliente si instaura quel rapporto di confidenza tale da potersi scambiare opinioni anche su temi banali come il calcio o la pizza.

"Nelle nostre Banche, - evidenzia il direttore generale della Banca Monte Pruno - le persone non sono numeri. Questo è sicuramente una colonna portante della nostra filosofia operativa, ma c’è tanto altro ancora, c'è tanta ricchezza dietro quella relazione umana, ci sono valori incondizionati nel rapporto che si crea tra cliente ed operatore. La socialità, - ribadisce Albanese - anche quella che si determina in uno sportello bancario, rappresenta un fattore che crea valore in un contesto sociale".

Un pensiero viene poi rivolto ai giovani che, per l'appunto, restano legati a doppio filo alla tecnologia chiedendosi anche con timore, cosa nel sarà, nel futuro, dei rapporti umani.

"Le nostre realtà - continua - devono continuare a vivere i territori, anche perché la nostra funzione sociale viene toccata con mano da tantissime persone, soprattutto in piccole comunità, dove il rapporto va ben oltre il semplice legame Banca-Cliente". Per Michele Albanese il mondo, e soprattutto le realtà bancarie, necessitano di persone che sappiano ascoltare e che siano guidate dal rapporto umano Nonostante tutto, sono felice perchè il nostro modello di fare Banca, associato ad una tecnologia indispensabile e necessariarappresenta il nostro mondo ideale, caratterizzato da relazioni, parole, valori, contatto, confronto.

"Sono felice, perché tantissime persone vivono proprio i nostri sportelli di confronto sociale grazie alla magia di un qualcosa che nessuno strumento elettronico potrà sostituire: la voglia di relazione umana. Sono felice quando i nostri soci e clienti ci riconoscono la capacità di ascolto ed apprezzano la nostra vicinanza, perché sono sempre più convinto che aiutare e capire qualcuno, aiuta a star bene e a vivere sereno. Come dico sempre ai “miei ragazzi”: - sottolinea in conclusione -“Se vuoi star bene, fai che gli altri lo siano come te”. Mi esorto a trascorrere più tempo con le persone e non con latecnologia. Saremo tutti un po’ più ricchi.

Anna Maria CAVA

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