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8 anni fa la manifestazione davanti al tribunale di Sala Consilia che, con l'entrata in vigore della legge del Ministro Paola Severino e del Governo Monti, era stato definitivamente chiuso e, nei giorni successivi, sarebbe stato svuotato di suppellettili e documenti per trasferirli in Basilicata presso il Tribunale di Lagonegro che, seppur più piccolo per dimensioni, diventava il tribunale accorpante. Uno schiaffo al Vallo di Diano che ancora brucia, soprattutto per le drammatiche conseguenze derivanti dalla sciagurata soppressione.

Era chiaro a tutti che, con lo svuotamento del tribunale, la forza del Vallo di Diano a tutela di altri servizi, sarebbe venuta meno. Già durante la lotta per la salvezza del foro di giustizia si parlava dei rischi per il Carcere, l'Agenzia delle Entrate e nel potenziamento e rischio depotenziamento dei presidi delle forze dell'ordine. Timori che si sono poi rivelati fondati. Ora però, alla luce anche dei fatti di cronaca, emerge un altro fattore che non era stato tenuto in debito conto ma che molti avevano evidenziato: il rischio di essere preda di organizzazione malavitose essendo territorio di cerniera.

Quel 13 settembre del 2013, dopo mesi di presidio davanti al Tribunale salese, le comunità si sono dovute arrendere alla decisione del Governo Monti che, andando contro le disposizioni della legge delega, aveva accorpato il tribunale di Sala Consilina, fuori provincia fuori corte d'appello, fuori regione, lasciando scoperto un territorio a rischio infiltrazioni malavitose. Gli effetti devastanti della chiusura sono sotto gli occhi di tutti anche se, negli anni, sembra essersi diffuso un sentimento di cupa rassegnazione delle comunità sulle conseguenze che ne stanno piano piano derivando. Non per tutti però.

C'è chi non si è mai arreso alla chiusura del presidio di giustizia di Sala Consilina, continuando a battersi strenuamente per riportare la giustizia nel Vallo di Diano. Come l'avvocato Elisabetta Giordano che continua a restare vigile su ogni possibile soluzione che possa portare alla riattivazione del tribunale, mentre questa mattina, sulla sua pagina facebook, ha postato un segno di lutto per ricordare il triste giorno. Una seppur flebile fiammella di speranza si è riaccesa negli ultimi mesi, con l'apertura da parte del governo a rivedere quella scellerata riforma e vista anche le ultime notizie di cronaca che hanno visto il Vallo di Diano duramente colpito da attacchi malavitosi.

In questo nuovo contesto che si è venuto a sviluppare, si inserisce la proposta di legge in cui la Regione Campania si impegnerebbe a sostenere le spese per il mantenimento del Tribunale di Sala Consilina in caso di riepertura.

Anna Maria CAVA

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