Attualità

Dramma occupazione in Campania. Lavora meno di metà popolazione tra i 20 e i 64 anni nonostante un fiume di soldi arrivati con i fondi del ciclo 2014-2020 che, come raccontano i dati dell'Eurostat riportati dal QuotidianoDelSud oggi, non ha generato sviluppo.  

Con Calabria e Sicilia, siamo tra le regioni col più basso tasso di impiego in Europa, una condizione che condividiamo la Spagna meridionale, gran parte della Grecia, le regioni ultraperiferiche della Francia e molte delle zone rurali dell'Europa orientale.

Qui in Campania meno di metà dei cittadini, in età lavorativa, ha un lavoro. I dati drammatici arrivano dal Regional Yearbook 2021, l'annuario Eurostat sulle regioni europee. Eppure nel periodo 2014-2020, complessivamente, alla Campania risultano assegnati 4,950 miliardi di euro, di cui 3,713 provenienti direttamente dalla cassa dell’Ue. Sono in Campania 5 dei maggiori beneficiari italiani dei fondi di coesione europei, fra cui il fondo sociale (Fse) e il fondo di sviluppo regionale (Fesr).

Tra questi la Provincia di Salerno con 56milioni di risorse, all'amministrazione regionale sono andati invece 827 milioni, al Comune di Napoli 356 milioni, all'Università Federico II 105 milioni, al parco archeologico di Pompei 60 milioni. Triste il quadro dell'occupazione giovanile, anche per laureati: l'occupazione regionale più bassa per tassi di neolaureati di corsi di formazione professionale è stata registrata in Campania dove si attesta al 32,6 %, a fare il paio è il dato sui Neet: il 28% dei giovani è senza impiego e non studia o fa formazione.

Ultime Notizie

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Privacy Policy.

Accetto i cookie da questo sito.