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Polemiche a Sapri per la rimozione della Casa dell'Acqua, istallata nel 2017 e che avrebbe prodotto un notevole risparmio economico per le famiglie  riducendo l'uso della plastica. Nei giorni scorsi è stato rimosso il punto distribuzione di Acqua microfiltrata naturale e frizzante, che, al costo di 5 centesimi al litro produceva un risparmio per le famiglie di circa 300 euro l'anno. La Casa dell'Acqua in passato era stata spostata dal luogo inizialmente individuato dall'amministrazione Del Medico, trasferita dalla Villa Comunale a Piazza San Giovanni da cui sarebbe scaturita anche una riduzione dell'uso del servizio. La dismissione, secondo quanto spiegato dalla ditta installatrice, sarebbe dovuto ad una gestione troppo onerosa rendendo il suo mantenimento antieconomico.

La replica del gruppo Sapri Democratica non si fa attendere e accusa l'amministrazione comunale di un grave passo indietro nella tutela dell'ambiente da parte di un comune che puntava ad essere ritenuto Plastic Free, chiedendo nel contempo di provvedere in tempi celeri ad adottare ogni misura affinché il servizio possa essere ripristinato. "La “Casa dell’Acqua” - spiegano dal gruppo capeggiato da Del Medico - rappresentava una importante iniziativa “VERDE” mirata al risparmio della plastica e a garantire un servizio alle famiglie". Secondo i dati presentati dal gruppo nel periodo 2017-2021 sono stati erogati circa 650 litri di acqua al giorno, per un risparmio economico delle famiglie pari a circa 200 mila euro totali risparmiando 57 mila kg di plastica ossia quasi 1 milione 900 mila bottigliette.

"La ditta - scrivono da Sapri Democratica - ha attribuito la responsabilità del fallimento ai cittadini sapresi, per nascondere le sue colpe nella gestione. Schede ricaricabili introvabili, la casa spesso non funzionava, pessime condizioni del sito, ma anche per coprire la decisione scellerata della Giunta di delocalizzare la casa per la modifica della viabilità ma in realtà - denunciano - per accontentare qualche SIGNORE che si lamentava del vociare notturno. Nei primi otto mesi in villa comunale la casa ha erogato 1500 litri giorno. Dopo la delocalizzazione si è scesi a circa 700 litri giorno che - dichiarano in conclusione - per una gestione di fatto assente, in un posto infelice, sporco e abbandonato è anche tanto".

Intanto anche a Camerota l'amministrazione comunale sta valutando la dismissione della casa dell'acqua istallata grazie all'iniziativa messa in campo dal Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano Alburni nel 2012 con la concessione di contributi per i comuni che istallavano il servizio sul territorio. Per il momento è stata disposta la rimozione dal luogo attualmente occupato perché, si legge nella delibera, toglie spazio all'area giochi, ma anche perché, nel tempo, si sono registrati numerosi disservizi Ora bisognerà valutare se vale la pena installare il punto erogazione acqua in altro sito più idoneo oppure provvedere alla sua dismissione.

Anna Maria CAVA

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