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Il Recovery Plan può rappresentare quella rivoluzione da tempo auspicata e in grado di segnare la strada del rilancio dell’economia agricola. E’ quanto rimarcato da Coldiretti Campania negli ultimi giorni. Oltre a una consistente dose di risorse finanziarie, con 5,7 miliardi destinati agli interventi squisitamente agricoli, l’agroalimentare rientra a pieno titolo in moltissime misure trasversali. Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è stata recepita la strategia che da anni la Coldiretti porta avanti, e che vede l’agricoltura e l’agroalimentare connessi con tutti gli altri settori produttivi e con le azioni di sviluppo del Paese.

Al centro del progetto, infatti, si prevede una filiera agroalimentare sostenibile, con aziende agricole più competitive in grado di garantire migliori prestazioni climatico-ambientali e aperte all’innovazione. L’acqua in primis, considerato che per le risorse idriche sono stati stanziati 4,8 miliardi, utili per conseguire l’obiettivo dell’aumento delle rese produttive, in un’ottica di autosufficienza alimentare, ma anche per garantire livelli elevati di standard qualitativi.

E poi sono stati previsti i progetti di filiera, che contano su 4 miliardi perché inseriti nel Fondo complementare con una maggiorazione di risorse. Coldiretti, anche in questo campo, ha in cantiere numerose iniziative, alcune delle quali interessano particolarmente le regioni meridionali basate sulla produzione dell’olio, dell’ortofrutta e dello stoccaggio dei cereali.

Federico D’ALESSIO

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