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"Il mondo dell'editoria, gli operatori culturali e la società civile dovranno aprire una finestra speciale sul tema della tutela dell'ambiente: bisognerà presto intavolare un dibattito serrato su quelle che sono le potenzialità del nostro territorio in ambito naturalistico e paesaggistico, perché, invece di preservare e valorizzare le nostre caratteristiche locali, abbiamo ignorato oppure deturpato quanto la natura ci offriva". È il commento del Codacons Vallo di Diano dopo i fatti legati ai rifiuti.

"A Silla di Sassano - sottolineano - avevamo un'oasi naturale diventato una zona industriale. A Teggiano, un altro sito di pregio ambientale, l'areale della cicogna, e là un'altra zona industriale. Una vena di acqua sulfurea è stata segnalata nella zona pedemontana che va da Silla a Teggiano. Quale destino ebbe il grido d’allarme che lanciammo nel 2007, in seguito alla chiusura delle indagini che diedero vita al cosiddetto processo Chernobyl? Dopo undici lunghi anni, non è stata solo la prescrizione di alcuni reati a minare la fiducia dei cittadini nell’efficacia delle misure che uno Stato giusto può adottare contro il degrado - concludono - ma anche l’indifferenza di molti e la supponenza di pochi". "Stiamo valutando  - dicono infine - la  possibilità di costituirci parte civile nel futuro processo. Invitiamo  tutti i Sindaci, di tutti i Comuni del Vallo di Diano a fare lo stesso".

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