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L’ultimo DPCM, firmato da Draghi il 2 marzo scorso, regola le tre fasce di criticità e per quanto riguarda le Celebrazioni religiose precisa che: “L’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro” (art. 12 comma 1). Come già nei precedenti DPCM viene chiarito che le celebrazioni con la partecipazione del popolo si svolgono nel rispetto del protocollo sottoscritto dal Governo e dalla Conferenza Episcopale Italiana, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico (art. 12 comma 2). Pertanto, non ci sono cambiamenti circa la visita ai luoghi di culto e le celebrazioni: entrambe sono sempre permesse, in condizioni di sicurezza e nella piena osservanza delle norme. I fedeli, per partecipare a una celebrazione o recarsi in un luogo di culto, dovranno compilare l'autodichiarazione.

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