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Per i servizi relativi all'infanzia, i Comuni del Sud Italia sono ultimi per spesa. E' quanto emerge dall’ultimo “Rapporto Sud” del Sole 24 Ore, che riporta i dati dell'indagine condotta dalla Fondazione Openpolis. 

Ebbene, tra le citta' con piu' di ­200mila abitanti, spendono di piu' soltanto quelle del Centro Nord, mentre in coda alla classifica ci sono tre comuni meridionali: Napoli (con una dote pro capite di 36,22 euro spesi nel 2019), Bari (72,75) e Messina (3,95). Lo studio e' basato sui bilanci dei consuntivi dei Comuni italiani nel 2019, depositati presso la Ragioneria generale dello Stato e pubblicati sulla Banca dati delle amministrazioni pubbliche. Va detto, pero', che il Meridione da tempo e' penalizzato nella distribuzione delle risorse nazionali - tra cui quelle destinate agli asili nido - per il ricorso attuato per molti anni al criterio della spesa storica che, di fatto, sebbene parzialmente corretto, ancora penalizza proprio quei Comuni che avrebbero bisogno di maggiori strumenti per colmare lacune ormai croniche.

Il Sud, in altre parole, ha poche risorse da destinare ai servizi per l'infanzia, con ricadute negative sull'economia generale. Una situazione in cui si registra, come sottolineato dall’indagine, "un divario ancora troppo ampio ed ignorato sia in termini di asili esistenti, sia in termini di occupazione femminile”.

Federico D’ALESSIO

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