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Il Coordinamento dei Presidenti di Consiglio d'Istituto della Campania, rappresentato da Almerico Ippoliti si ribella alla nuova disposizione regionale che ha deciso la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado dallo scorso lunedì e fino al 14 marzo. Una decisione che viene ritenuta penalizzante per gli studenti campani rispetto ai ragazzi di tutte le altre regioni italiane che, pure in caso di zone rosse, frequentano regolarmente la scuola nel rispetto di rigidi protocolli.

Una differenziazione che ha spinto il coordinamento a rivolgersi direttamente al governo ed al Premier Draghi con una lunga lettera in cui si chiede l'immediato intervento dei diversi ministri interessati alla questione scuola e giovani, per salvaguardare gli interessi dei giovani campani e salvare almeno metà anno scolastico dato che, come specificato nella lettera,gli studenti della Campania non frequentano la scuola con didattica in presenza da un anno e sono rientrati in classe solo per il mese di febbraio.

"Da tempo - scrivono nella lettera i presidenti dei consigli d'istituto - in Campania vi è un caos generale tra Ordinanze Regionali e Sindacali che chiudono le scuole anche senza una reale necessità e senza comunicare i dati per i quali vengono assunte tali decisioni in nome della salute dei cittadini; ma la salute dei bambini e dei ragazzi è anche psicologica, di quest’ultima non ne viene tenuto conto?" Nella lettera, pur manifestando la preoccupazione i contagi da Covid, gli scriventi sottolineano come, nel disporre le chiusure, bisognerebbe terne conto anche di elementi come l'efficacia, in alcune aree, della didattica in presenza totale o al 50%, mantenendo le scuole aperte, irrigidendo i controlli.

"Il Diritto allo Studio - scrivono - non è subalterno al Diritto alla Salute, e tutti gli organi amministrativi competenti, a partire dall’organo di Governo sono chiamati a garantire il rispetto e l’affermazione di tali diritti fondamentali. In caso contrario, si rischia di venire meno al proprio ruolo istituzionale. Non si sta affatto pensando al futuro dei nostri ragazzi - continuano dal coordinamento - e si stanno danneggiando le loro vite, sottraendogli opportunità, istruzione, formazione, confronto ed esperienze". Sottolineando come la DAD non può assolutamente essere paragonata alla didattica in presenza i Presidenti di Consiglio d'Istituto chiedono al Governo intervenire con apposita normativa vincolante per tutti per eliminare la disuguaglianza nella formazione degli studenti campani rispetto ai giovani del resto d'Italia, uniformando la gestione delle attività didattiche a tutto il territorio nazionale, con eventuali deroghe che possono essere emesse solo dopo l'approvazione del Governo.

Anna Maria CAVA

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