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C'è anche il Vallo di Diano ed il Cilento nella relazioni semestrale della Direzione Investigativa Antimafia che ha reso noto lo studio effettuato sull'evolversi della criminalità e degli eventi delittuosi su tutto il territorio nazionale. Una relazione, quella presentata nei giorni scorsi, che, riferendosi ai primi sei mesi dello scorso anno 2020, ossia ai mesi in cui si è diffusa anche l'emergenza pandemica, tuttora in atto, conferma i sospetti già più volte anticipati in merito al rischio di consolidamento delle associazioni criminale del controllo sul territorio.

La provincia di Salerno e il Vallo di Diano non sono esenti dalle analisi degli investigatori. Le organizzazioni criminali, con la pandemia, pare abbiano accresciuto ulteriormente il loro potere facendo leva anche sulle difficoltà di medie e piccole imprese, che peraltro costituiscono gran parte del tessuto socio/economico del territorio nazionale. La situazione della criminalità nelle regioni del sud, ossia Campania, Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia, viene analizzata in dettagliati capitoli divisi per province.

Nel Salernitano, secondo quanto reso noto dal Procuratore Capo di Salerno Giuseppe Borrelli, dopo le vaste operazioni portate a termine dalle forze dell'ordine si è registrata una frammentazione delle organizzazione criminali sul territorio che, comunque si sono meglio strutturate sul territorio di appartenenza. In riferimento alla relazione semestrale emerge che nel salernitano la situazione relativa alla criminalità organizzata è in costante mutazione con le organizzazione che sono dedite nel loro modus operandi all'infiltrazione nei diversi settori economici e sociali del territorio provinciale.

Nel rapporto la provincia di Salerno viene suddivisa in tre macro aree che riguardano la città di Salerno con uno sguardo anche all'attività portuale, la macro area dell'Oagro Nocerino Sarnese dove si sviluppano prevalentemente reati contro il patrimonio e poi una terza area che comprende i territori della costiera Amalfitana, del Cilento e del Vallo di Diano, ossia zone ad alta vocazione turistica senza escludere i  territori della Piana del Sele dove si registra la presenza di clan in particolare tra Eboli e Battipaglia. Cilento e Vallo di Diano risultano essere territorio appetibili per la criminalità, seppur non si registra la presenza di organizzazioni criminali in loco.

Per ciò che riguarda il comprensorio cilentano, nella relazione della DIA emerge un interesse dei gruppi criminali provenienti dal napoletano che operano in particolare nel traffico e spaccio di sostanza stupefacente. Ben diversa invece la situazione per il Vallo di Diano, territorio ceriniera tra Basilicata, Calabria e Campania  dove emerge l'operatività di cosche della 'ndrina decisamente influenti invece si registra la presenza di due gruppi criminali, i Balsamo e i Gallo, dediti al traffico di sostanza stupefacente, estorsione ed usura.

Anna Maria CAVA

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