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In questo particolare momento storico l’economia è in ginocchio, ma c’è un settore che, forse più di altri, sta riportando i maggiori danni. Parliamo del lavoro sportivo, bloccato da quasi un anno. Ebbene, i riflettori si riaccendono sul settore (sì perché, salvo rare eccezioni, i media ne parlano davvero poco), poichè il 28 febbraio scadrà la legge delega per l’approvazione di una riforma dello sport e del lavoro sportivo. Purtroppo, si prospetta un nulla di fatto. Uno stallo nello stallo.

Detto questo, la crisi pandemica ha generato anche nel salernitano una coltre grigia fatta di diritti negati e di lavoratori invisibili, per i quali Nidil CGIL ha rivendicato un’identità e delle indennità per fronteggiare l’emergenza.

Allo stato attuale, infatti, i lavoratori dello sport non hanno alcuna fonte di reddito né la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali. Una situazione inaccettabile ed incomprensibile. Per questo motivo, Nidil CGIL Salerno, con una nota stampa, prende posizione in argomento.

“Ci associamo all’appello della Segreteria Nazionale - apre il comunicato - affinchè non si interrompa l’iter legislativo, ed auspichiamo che, presto, oltre ad un Ministero dedicato, si arrivi ad una riforma strutturale del settore che possa garantire a questi lavoratori un riconoscimento giuridico e professionale, diritti e tutele. Perché lo sport, per molti, è un lavoro, ed i lavoratori meritano dignità e rispetto”.

Federico D’ALESSIO

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