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Mentre a Padula i sindaci del Vallo di Diano si riunivano per valutare le opportune azioni da mettere in campo al fine di cercare di trarre il giusto e meritato vantaggio dalla realizzazione del progetto dell'Alta Velocità che dovrebbe attraversare il Vallo di Diano, nel Bussento i 24 sindaci della Comuntà Montana locale e consiglieri regionali si riunivano per discutere del progetto ritenendolo, secondo quanto scritto dal sindaco e presidente dell'ente montano "un atto di idiozia amministrativa, tipicamente italiano".

Dal Golfo di Policastro, evidentemente, arrivano pareri contrari al progetto che potrebbe invece favorire i collegamenti del Vallo di Diano ed il presidente della comunità montana Bussento, Lambro e Mingardo ha anche annunciato la volontà di scrivere al presidente della Comunità Montana Vallo di Diano Cavallone per chiedere di unire le forze in una battaglia contro Calabria e Basilicata ritenuti nemici degli interessi economici del Cilento e del Vallo di Diano.

Nel suo commento a margine della riunione di ieri sera il presidente Speranza ha spiegato come RFI, negli ultimi 15 anni ha già investito numerose risorse per la progettazione della variante Ogliastro-Sapri che, nel progetto presentato dall'AD di Rete Ferroviaria Italiana, sono stati di colpo cancellati. Si può quindi dedurre che, per il Golfo di Policastro e per le comunità del Bussento i sindaci del Vallo di Diano, dovrebbero unirsi alla lotta dei sindaci bussentini per far si che, anziché sostenere l'alta velocità che attraversa il Vallo di Diano debbano far fronte comune con il progetto che prevederebbe una tratta ferroviaria che colleghi il comune di Ogliastro Cilento a Sapri, velocizzando quindi i tempi di percorrenza nel territorio cilentano.

"Scriverò una lettera al mio amico e collega Francesco Cavallone, - dichiara il presidente della Comunità Montana del Bussento - chiedendogli di unire le forze ed evitare che, anche in questa occasione, elementi estranei, nemici al Cilento e al Vallo di Diano, che non trae alcun beneficio dalle slide’s della Fiorani, ci costringano a fare la battaglia per la Calabria, come allora per Lagonegro e la Basilicata e contro gli interessi economici e turistici delle nostre realtà".

Anna Maria CAVA

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