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È stata trasmessa alla Camera dei Deputati dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, la relazione sull’attività svolta ed i risultati conseguiti dalla DIA relativa al primo semestre del 2020.

Emerge che nel Salernitano i clan provinciali più strutturati, sebbene indeboliti, rimangono attivi nei territori di pertinenza. La provincia può suddividersi in tre macro zone criminali: quella urbana salernitana, l’agro nocerino-sarnese e quella che racchiude la Costiera Amalfitana, il Cilento e il Vallo di Diano, zone ad alta vocazione turistica, potenzialmente a rischio di infiltrazione criminale. Il Vallo di Diano, nello specifico, per la sua posizione geografica il è direttamente collegato al potentino attraverso la Val d’Agri dove insistono importanti giacimenti petroliferi con il connesso indotto estrattivo, nonché vicino alla parte settentrionale della Calabria, dove operano ‘ndrine fortemente influenti anche nella zona. Le attività investigative condotte dalle Forze di polizia hanno consentito di delineare uno scenario criminale che vede operativi nel territorio due gruppi criminali, i Gallo e i Balsamo, originari di Sala Consilina, dediti al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e all’usura.

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