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Il governo Draghi ha intenzione di bloccare il super cashback. E’ la storia dei furbetti del rimborso ad indirizzare il nuovo esecutivo in questa direzione. Il premio semestrale da 1.500 euro per chi utilizza più volte bancomat, carte di credito ed app per pagare gli scontrini potrebbe stopparsi sino a dicembre 2021, così da consentire una efficace risoluzione del problema. In questi mesi, infatti, troppi cittadini hanno effettuato numerose mini-transazioni, a poche ore di distanza, per scalare la “classifica”. 

La storia è cominciata all'inizio di febbraio, quando i giornali hanno raccontato la vicenda che si è verificata in un distributore di benzina del cuneese, dove il titolare, una mattina, ha accertato 62 transazioni effettuate tra le 20:42  e le 21:37 della sera precedente. Decine di “scatti”, anche di pochi centesimi, con lo scopo di accumulare transazioni sulla propria carta bancomat e scalare la classifica del cashback. Il paradosso è che questo espediente è perfettamente legale: non c'è nessuna norma che vieti di accumulare transazioni per centrare il super rimborso da 1.500 euro messo in palio per i primi 100mila cittadini che hanno totalizzato, in un semestre, il maggior numero di transazioni con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat ed app di pagamento.

Tuttavia, per porre rimedio, il governo starebbe varando uno stop del super cashback per consentire ai tecnici di PagoPa di mettere a punto un algoritmo che annulli i micro-pagamenti ripetuti. Non si esclude che il super cashback possa anche essere abolito del tutto, portando un risparmio di 500 milioni di euro nelle casse dello Stato. Rimarrebbe solo il cashback ordinario, ovvero l'incentivo fino a 150 euro per chi effettua almeno 50 transazioni in sei mesi.

Federico D’ALESSIO

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