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Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione lo scorso 30 settembre ha respinto il ricorso presentato dalla famiglia di Massimo Casalnuovo, il ragazzo di Buonabitacolo morto ad un posto di controllo dei Carabinieri nell’agosto 2011, contro l'assoluzione del maresciallo Giovanni Cunsolo.

L’appello bis di settembre aveva confermato la sentenza di primo grado quindi "applicando il principio per cui in casi di mancanza di certezza della colpevolezza la decisione che prevale è quella di assoluzione”. Infatti "la prova scientifica ovvero la microtraccia di vernice blu della scocca del motorino sotto la scarpa di Cunsolo non è risultata in alcun modo risolutiva. Il perito ha sancito l’impossibilità di concludere per una corrispondenza sia chimica che cromatica tra i due reperti”. E inotre “non è risultato possibile ricostruire esattamente la dinamica del fatto e, soprattutto, la sua eziologia collegando la caduta e il decesso di Casalnuovo al gesto contestato al militare".

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