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Un focolaio di contagio negli uffici della Procura della Repubblica del Tribunale di Lagonegro e scoppia il caso sicurezza della struttura riportando nuovamente in primo paino le richieste, più volte giunte dal coordinamento nazionale Giustizia di Prossimità, di riattivare i tribunali minori chiusi come quello di Sala Consilina. Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia di una serie di casi di positività accertati presso il Tribunale di Lagonegro. Persone che, negli ultim i giorni, si erano trovati a contatti con numerosi altri utenti dato che, nei giorni scorsi, il tribunale è stato particolarmente frequentato viste le numerose udienze che si sono svolte.

Immediatamente attivatosi il Presidente del Tribunale con una serie di disposizione volte alla sanificazione degli ambienti oltre che alla ricostruzione dei contatti, nel pomeriggio di ieri, vista la situazione, ha emesso un nuovo decreto che ha sospeso tutte le udienze, sia civili che penali, fino al prossimo 30 gennaio. Fatti e decisioni che avrebbero avvalorato, in un certo senso, quanto pià volte denunciato dall'Avv. Elisabetta Giordano, membro del Comitato di Coordinamento Nazionale di Giustizia di Prossimità che, sin dalla prima diffusione del Covid avevano evidenziato come il tribunale di Lagonegro non aveva le caratteristiche necessarie per garantire l'adozione di tutte le misure di sicurezza anticovid prevista dalla normativa, norme invece assolutamente adottabili presso l'ex tribunale di Sala Consilina dove tutti i corridoi sono dotati di ampi finestroni così come ogni aula, oltre al fatto di essere dotato di ampi spazi.

"Lo scellerato accorpamento del Tribunale di Sala Consilina a Lagonegro - sottolinea l'avv. Giordano - ha dimostrato la sua insostenibilità. I nodi sono sempre venuti al pettine ma gli occhi sono rimasti chiusi. L'insostenibilità dell'accorpamento - rimarca - è diventata pericolosa in tempo di pandemia. Non è la prima volta che si è costretti a sospendere le udienze a causa di un focolaio covid. Ora però la situazione è peggiorata e il tribunale di Lagonegro non è in grado di garantire la sicurezza".

Con questa premessa arriva il duro affondo dell'Avv. Elisabetta Giordano che sottolineando come è ora diventato indispensabile affrontare la questione anche velocemente, a tutela delle comunità interessate, rimarca: "Non è più possibile mettere a repentaglio la salute di cittadini e operatori giudiziari per gli interessi di una politica che non tiene conto delle esigenze dei territori. È necessario - dichiara in conclusione che la politica faccia il suo dovere e che il sindaco di Sala Consilina Francesco Cavallone  metta a disposizione l'edificio del tribunale salese per la celebrazione delle udienza del circondario del Vallo di Diano". L'avvocato Giordano, inoltre ha sottolineato come, nella giornata di ieri si è svolta un nuovo incontro in video conferenza del Comitato dove il presidente Agnusdei ha rimarcato la necessità di adottare ogni utile iniziativa al fine di ottenere il ripristino dei 30 tribunali soppressi.

Anna Maria CAVA

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