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Nessun reato è stato commesso dal tecnico comunale di Ispani e dal proprietario di Terrazza Giffoni, il rinomato e suggestivo ristorante e struttura balneare posta, a picco sul mare, sulla SS 18  dell Lungomare della frazione Capitello di Ispani, in una location che risvegliava emozioni uniche. Per anni centro di raccolta di tantissimi giovani nelle estati del Golfo di Policastro, si è ritrovato poi oggetto di vicende giuridiche e burocratiche che hanno imposto la chiusura definitiva dell'amato luogo di ritrovo e divertimento.

Ora, finalmente, la vicenda arriva finalmente alla conclusione con l'assoluzione del proprietario della struttura e del tecnico comunale coinvolto.

Tutto ha avuto inizio nel 2016 quando il neo proprietario del noto ristorante, dopo aver acquisto la titolarità del bene attraverso acquisto ad un'asta giudiziaria, aveva presentato formale richiesta di condono del bene acquistato con il successivo rilascio, da parte del tecnico comunale interessato, della sanatoria. Un atto da cui sono scaturite successive indagini con la Procura della Repubblica di Lagonegro che aveva ipotizzato il reato dell'abuso d'ufficio per l'ottenimento del permesso a costruire per il proprietario e del rilascio della sanatoria per il tecnico, in quanto, a parere della Procura, tale permesso non poteva essere rilasciato per opere insanabili e realizzate abusivamente sulla stessa struttura.

Una lunga vicenda giudiziaria che ha avuto inizio nel 2016 che il proprietario della struttura balneare che, affidandosi alla difesa  dell'Avv. Michele Di Iesu, nella giornata di ieri quando si è consumata l'ultima udienza del lungo processo, si è visto riconosciuto i suoi diritti e soprattutto l'assoluzione in merito ai fatti contestatigli. Un lungo processo giunto ieri alle battute finali. Il pubblico Ministero, dopo una lunga requisitoria, aveva chiesto per gli imputati la condanna ad un anno di reclusione, come richiesto anche dalla parte civile aggiungendo anche la condanna al risarcimento del danno.

Le arringhe difensive, sostenute per il proprietario della struttura dall'Avvocato Michele Di Iesu e dall'Avv. Tepedino mentre per il tecnico comunale dall'Avv. Gaspare Dalia, hanno invece esposto tesi capaci di smontare ogni accusa e sostenendo l'innocenza dei loro assistiti. Al termine della camera di consiglio il Tribunale in composizione collegiale assolveva sia il proprietario che il tecnico perché il fatto non costituisce reato con grande soddisfazione espressa da parte degli avvocati della difesa così come dei propri assistiti.

Anna Maria CAVA

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