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Il TAR Campania conferma lo stop alla caccia.

La querelle giudiziaria era iniziata lo scorso 29 dicembre quando la Regione Campania, ottenuto il parere dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), aveva approvato la modifica del calendario venatorio prolungando per alcune specie la caccia fino al 31 gennaio 2021 per far recuperare ai cacciatori i giorni perduti a causa della pandemia. Il Wwf Italia aveva immediatamente presentato ricorso al TAR il giorno seguente. E il 31 dicembre il TAR ha sospeso l'esecuzione della Delibera regionale che modificava il calendario venatorio. La Regione Campania era andata avanti chiedendo la revoca della sospensiva. Il Tar però l'ha confermata.

"Il provvedimento - commenta soddisfatto il WWF Campania - è molto importante in quanto liquida il tentativo della Giunta Regionale di far apparire la proroga della caccia al cinghiale come una forma di contrasto alla proliferazione degli ungulati. Il problema del sovrannumero di cinghiali si risolve con interventi pubblici non con il piombo dei cacciatori. È grave - affermano - che la Regione abbia chiesto la revoca della sospensione della delibera lo stesso giorno in cui l’assessore Nicola Caputo aveva convocato le associazioni ambientaliste assicurando di voler affrontare il problema dello squilibrio ecologico causato dai cinghiali secondo criteri scientifici e nel rispetto della legge e comunque aprendo un tavolo di confronto con tutte le parti".

Il WWF denuncia inoltre i gravi pericoli sanitari derivanti dalla circolazione e dal consumo di carne proveniente da cinghiali selvatici. "L’amministrazione regionale - dicono - dovrebbe chiarire dove finiscono le carcasse e le parti di carne non consumate provenienti dagli animali abbattuti e se le stesse siano smaltite in conformità alle norme in materia di rifiuti. I cinghiali appartengono, come tutta la fauna - dichiarano in conclusione - al patrimonio indisponibile dello Stato e non possono essere ceduti gratuitamente a pochi cacciatori per ricavarne profitto. La Regione e alcuni enti parco regionali stanno, quindi, sprecando risorse economiche collettive senza risolvere alcun problema ambientale".

Rosa ROMANO

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