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Black friday è giornata di sconti ma non per tutti. In tempo di emergenza covid e con le restrizioni imposte dal governo, molte attività commerciali non potranno partecipare al venerdì di sconti, molte altre hanno già chiuso per sempre e tante ci stanno pensando. Una situazione drammatica che tocca da vicino anche il Vallo di Diano e Sala Consilina che, appena pochi anni fa, era considerato il centro del commercio valdianese, mentre oggi, deve fare i conti con centinaia di locali chiusi con la scritta Fittasi a far bella mostra di se sulle vetrine impolverate.

Un venerdì nero davvero nero per l'economia del territorio, non per gli sconti, ma per la chiusura degli esercizi commerciali ancora appesi alle decisioni del Governo per il prossimo Natale che, indipendentemente dalla riapertura o meno delle attività commerciali, potrebbero comunque condizionare in maniera decisiva gli acquisti, scoraggiando gli utenti che, visti i divieti, potrebbero decidere di rinunciare agli acquisti natalizi ed ai regali.

Da alcuni anni l'evento commerciale tipicamente americano del Black Friday che ricade nel 4° venerdì del mese di novembre, primo venerdì successivo al giorno del ringraziamento,  negli States  è anche considerato il giorno di inizio dello shopping natalizio,  che parte con scontistiche particolare per incentivare gli acquisti. Anche in Italia si era diffusa tale consuetudine che, quest'anno però, si sta trasformando in un venerdì davvero nero per il commercio. Mentre i divieti e le regole imposte dal governo spingono le persone a preferire sempre più gli acquisti online e i colossi dell'e-commerce, l'istinto di sopravvivenza della parte produttiva del Paese cerca di fare di necessità virtù e si attrezza creando dei canali di vendita online per riuscire a superare la crisi dovuta all'emergenza covid.

Per molte altre attività, però, ciò non è ipotizzabile perché impossibilitate a vendere i loro prodotti tramite internet o perché sono troppo onerose le spese da sostenere per la vendita online e la successiva consegna. Difficoltà che incontrano soprattutto le attività commerciali, di cui è composto il tessuto economico dei piccoli centri delle aree interne, che, distrutti da un anno senza guadagni e con troppe spese si arrendono e abbassano le saracinesche per sempre. A Sala Consilina sono circa 200 o forse anche più i locali chiusi e lasciati alla polvere in attesa di nuovi affittuari sempre più difficili da trovare. Un discorso che non è riferibile solo all'emergenza covid ma che sicuramente i blocchi e le chiusure imposte in questo anno di emergenza epidemiologica ha aggravato. Vetrine prima colorate, oggi grigie e impolverate, sembrano ben rappresentare il clima di incertezza e di resa che si sta vivendo, mentre si sta avvicinando un Natale che, ancora oggi, non si sa se sarà capace di lasciare, anche quest'anno, quel messaggio di speranza e rinascita a cui sempre ci si è affidati.

Anna Maria CAVA

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