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Possibile che la paura del covid possa annientare il diritto alla cura di altre patologie in Campania? Possibile che ci si dimentichi di tutelare i diritti alla salute dei cittadini e, ancor più per le persone più fragili che necessitano di essere aiutati dalle istituzioni per essere curati? Il caso di Giulia e del suo piccolo Samuele è la prova di come, oggi, in Campania, si sia consapevoli solo dell'esistenza del Covid dimenticando patologia anche più gravi che necessitano di un servizio efficiente ed efficace soprattutto per l'esecuzione di tamponi al fine di ricorrere alle cure di altre patologie.

In Campania è più semplice chiudere tutto ed impedire ogni tipo di assistenza sanitaria che non ampliare la rete dei laboratori in grado di processare i tamponi. Se in questi 8 mesi di emergenza fossero stati attivati i laboratori per processare i tamponi in tutti gli ospedali, oggi, per Giulia e Samuele, sarebbe stato molto più semplice accedere alle cure garantite in Liguria, ma non in Campania, e consentire al piccolo Samuele di effettuare il delicato e complesso esame, una risonanza magnetica in sedazione con l'assistenza anche di medici anestesisti, che, se non eseguito a causa del mancato arrivo dell'esito dei tamponi non poteva essere ripetuto rendendo vano il lungo e difficile viaggio e ritardando le cure per il piccolo.

Un rischio che Giulia e Samuele hanno seriamente corso per colpa di un servizio sanitario campano poco efficiente ed impreparato nell'analisi di tamponi e che sono riusciti ad evitare grazie alla disponibilità dei medici del Gaslini che, pur tra mille timori e rischi per i piccolo, hanno comunque eseguito i tamponi a Giulia e Samuele con l'esito negativo arrivato entro 24 ore garantendo così il ricovero seppur con un giorno di ritardo ma in tempo per effettuare l'esame diagnostico prenotato a gennaio. Ma non è stato facile per una mamma partita dal Vallo di Diano sola con il suo bambino speciale, che, pur contando sulla compagnia aerea Volotea che ha assicurato l'assistenza necessaria e sul supporto di familiari a Genova, si è comunque trovata costretta a dover preparare il suo piccolo per l'esame di questa mattina, da sola in una camera d'albergo senza l'assistenza dei sanitari.

Il tutto a causa di tamponi effettuati lo scorso giovedì 15 ottobre presso la propria abitazione ma che ad oggi, lunedì 19 ottobre, sono ancora senza esito nonostante fosse stato richiesto di segnalare l'urgenza per consentire il ricovero al Gaslini, previsto per domenica mattina. All'arrivo a Genova Giulia e Samuele non avendo notizie dei tamponi e dopo lunghe ore di attesa Giulia è stata costretta a chiedere aiuto ai medici del Gaslini che, fortunatamente, non hanno esitato a mettersi a disposizione della giovane mamma e del suo piccolo. Un duro sfogo di Giulia ha portato poi a far emergere quanto accaduto.

"Abbiamo eseguito i tamponi richiesti dal Gaslini giovedì, - scrive Giulia - siamo partiti e non è stato semplice. Siamo arrivati a Genova e aspettato invano i risultati. Abbiamo telefonato al mondo intero, ma tanto i nostri tamponi sono a Salerno fermi perché purtroppo Polla non può processarli ne tantomeno richiederli in urgenza! Intanto noi siamo stati costretti a recarci in Pronto Soccorso per ripeterli esponendo Samuele ad un rischio enorme. VERGOGNA! Ringrazio di cuore - scrive in conclusione - chi ha cercato di fare qualcosa per aiutarci. Resto invece senza parole,delusa e amareggiata da un sistema che non funziona,da un Asl che dovrebbe aiutare i più deboli".

Anna Maria CAVA

 

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