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Il tema scuola è uno dei più caldi delle ultime settimane, non solo per le misure di sicurezza da adottare per l’imminente inizio dell’anno scolastico. C’è un altro problema che si aggiunge ai soliti noti. Si registra, da qualche mese, una fuga di docenti precari dal Nord: la colpa, neanche a dirlo, è dell’incubo Covid-19, ancora presente, in forma massiccia (lo dicono i numeri), nel Settentrione.

Ne consegue, dunque, che l’emergenza sanitaria in corso ha avuto un effetto notevole sugli organici della scuola. Oltre 4 mila docenti – come scrive il quotidiano “Il mattino” – hanno deciso di far rientro dal Nord al Sud, creando non pochi problemi di organico negli istituti scolastici.  L’esodo più consistente si è verificato, in particolare, da due regioni: Veneto e Lombardia. Nelle graduatorie della provincia di Milano il dato più eclatante: ad agosto si sono iscritti 330 insegnanti contro i circa 900 dell’anno precedente.

Un “fenomeno” che aumenterà a dismisura il precariato nei nostri territori, una difficoltà nella difficoltà che penalizzerà soprattutto chi, deciso di optare per l’insegnamento, si troverà avanti in graduatoria anche queste persone, forti di un punteggio maggiorato dagli anni di servizio nelle scuole del Nord. Una situazione di difficile gestione, che perseguiterà ulteriormente i territori del Meridione.

Federico D’ALESSIO

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