Attualità

Sospendere la caccia di selezione al cinghiale. È quanto chiede Salvatore Gasparro in qualità di responsabile agricoltura del Codacons Vallo di Diano. Due le motivazioni: è pericolosa ed è inutile allo scopo per cui è stata pensata.

Interviene sull’argomento a seguito di un episodio avvenuto nel territorio di Monte San Giacomo. “Nella giornata di oggi – racconta – è stato sparato, da sele-controllori del PNCVDA, a un cinghiale in area protetta ma sulla SP72 in località Tempe/Varlacarla. Cosa assolutamente vietata. Le varie leggi regionali e nazionali in materia sono molto rigide sul comportamento da tenere. Non si può operare, ad esempio, nei pressi di strade o abitazioni”.

“È impensabile – sottolinea Gasparro – imbracciare un fucile e colpire un ungulato avvistato per caso mentre attraversa la strada. Dal racconto dei presenti pare non ci fosse neanche la necessità e l’urgenza dell’abbattimento. Nel caso specifico tutto è avvenuto su una strada trafficata, essendo quella zona molto frequentata, e il punto preciso in cui è successo non garantisce piena visibilità sulle macchine in transito. Sull’asfalto oltre al sangue del cinghiale sono ben visibili i segni lasciati dal proiettile. A sottolineare la pericolosità dell’episodio”.

“La leggerezza con cui hanno agito mi porta a chiedere quanto siano preparati i sele-controllori a muoversi in sicurezza sul territorio. Lascia pensare – dice – che tutti gli aspiranti abbiano superato l’esame di abilitazione. La loro preparazione mette in pericolo chi vuole vivere il parco, chi da quelle parti lavora i terreni. E quanto è utile la caccia di selezione al contenimento della specie? Uno studio di scienziati europei sugli ungulati – spiega Gasparro – dimostra che la caccia, distruggendo l’organizzazione sociale dei branchi, moltiplica il numero di gravidanze e quindi delle nascite”.

Chiede quindi di sospendere la caccia di selezione al cinghiale. Una voce decisamente fuori dal coro in una zona in cui l’alta densità degli ungulati porta a conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

Rosa ROMANO

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