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L’associazione Qua la Zampa Effe, che orera da tre anni sul territorio del Vallo di Diano per arginare il preoccupante fenomeno del randagismo, lancia un nuovo appello per sensibilizzare i cittadini e chiedere un maggiore coinvolgimento da parte delle istituzioni. L’associazione, spiega la presidente Amanda Cozza, opera salvando direttamente i cani bisognosi in strada, presso i canili, e cooperando con le istituzioni preposte alla lotta al randagismo anche attraverso campagne di sensibilizzazione.

“In particolare – afferma - ci occupiamo di fornire agli animali di cui ci prendiamo cura tutte le terapie mediche necessarie e quando sono pronti, di trovare per loro una famiglia adatta. L’adozione di un cane è da valutare con scrupolo e pensando al lungo periodo, perché cambierà la vita della famiglia che lo accoglie per quasi due decenni”. Analizzando la situazione nel Vallo di Diano, la presidente Cozza parla di tasso di sovrappopolazione che causa molti problemi ai cani, ai cittadini e a tutta la comunità, in quanto il randagismo è un fenomeno che pesa sulle casse dei Comuni. “Le origini del fenomeno – spiega - risiedono in un’impostazione non corretta del rapporto uomo-cane, nelle mancate iscrizioni degli animali di proprietà e vaganti in anagrafe canina e nelle sterilizzazioni non sufficienti”.

Da qui l’appello a non abbandonare i cani e a segnalare quelli randagi, perché “l’atteggiamento di chi li accudisce per mesi senza denunciarne la presenza e senza sentirsene pienamente responsabili, non fa altro che alimentare confusione. I cani padronali – conclude - dovrebbero essere chiaramente distinguibili dai randagi. E alle istituzioni bisogna chiedere maggiore proattività e coinvolgimento”.

Antonella D'ALTO

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