Attualità

Il Monte Cervati, sempre più meta di turismo escursionistico, è spesso vittima di gesti irresponsabili come l'abbandono di rifiuti di vario genere. Di recente è stata trovata immondizia nell'area antistante il Rifugio Casa Rosalia, che da anni rappresenta un presidio a tutela di tutta l'area grazie ai gestori impegnati anche in attività di conservazione e sensibilizzazione. É bastata qualche settimana di chiusura perchè qualcuno si sentisse libero di dare sfogo alla sua ignoranza.

Ne danno notizia gli stessi gestori che esprimono rammarico per l'accaduto. "Passerà ancora qualche settimana prima della nostra riapertura - dicono - e purtroppo la nostra assenza in montagna si fa spiacevolmente notare. Ringraziamo gli imbecilli che hanno ben pensato di rompere la staccionata e lasciare i loro rifiuti. Nessun danno alla struttura, la cosa pessima sono proprio i rifiuti abbandonati. Il problema è che molti escursionisti si aspettano che in montagna siano raccolti dai Comuni competenti ma è un grave errore. I rifiuti - sottolineano - devono tornare a valle. Sarebbe necessario inoltre non produrne di inutili tipo la plastica".

Tutti possono fare la propria parte per contrastare un fenomeno molto più diffuso di quel che si immagini. Basta seguire delle semplici regole per camminare in montagna senza lasciare spettacoli desolanti per chi quei luoghi li ama e li rispetta come i ragazzi del Rifugio. Che in queste settimane sono stati costretti anche a chiudere il bivacco adiacente alla loro struttura sempre a causa di persone irrispettose delle cose altrui e del territorio. "Lo abbiamo aggiustato, pulito e ripulito per poter garantire a tutti gli escursionisti del Monte Cervati un appoggio gratuito dove dormire o mangiare. Purtroppo, in seguito ad una fruizione poco civile - hanno annunciato - ci troviamo costretti a dover regolamentare l'accesso predisponendo la chiusura del locale di emergenza. Chiunque voglia usufruirne può presentare richiesta al Comune di Piaggine per ottenere le chiavi".

É chiaro, a questo punto, che è la loro presenza a fare da deterrente all'inciviltà le cui conseguenze ricadono sui tanti escursionisti che vivono la montagna rispettandola e rispettando chi si impegna a preservarla.

"Circa quattro anni fa provvedemmo, grazie, all'aiuto di alcuni amici amanti della montagna come noi, ad aggiustare e ripulire il bivacco intitolato - racconta Riccardo D'Arco - a Giuseppe Maria Tardio, un combattente cilentano innamorato come noi del territorio, che dal 1862 al 1870, si oppose all'invasione del Regno delle Due Sicilie. Decidemmo di lasciarlo a disposizione di tutti, sempre aperto, un luogo dove potersi riparare in caso di condizioni meteo avverse o dove poter trascorrere una notte approfittando del camino e di un riparo adeguato. Un uso civile della struttura avrebbe garantito a chiunque di poterne fruire al meglio lasciandola nelle condizioni nelle quali avrebbe voluto trovarla la prossima volta. Dopo diversi episodi di incuria e dopo aver effettuato l'ennesimo recupero di rifiuti - continua - abbiamo deciso, invece, di chiuderlo e consegnare le chiavi al comune di Piaggine che ne regolamenterà l'utilizzo a mezzo autorizzazione".

"Una delle forme più sottili di educazione - sottolinea Riccardo - è lasciare nessuna traccia del proprio passaggio. Questo è quello che ci aspetteremmo dai numerosi escursionisti e turisti che frequentano il meraviglioso Monte Cervati. Spesso, purtroppo, troviamo rifiuti lungo i sentieri e la manutenzione diventa sempre più impegnativa. Quando si parla di aumentare la fruibilità dei luoghi con strade facilmente accessibili gradiremmo si parlasse anche di un consequenziale e connesso aumento dei controlli per godere, in maniera serena e integrale, delle meraviglie naturalistiche del nostro territorio".

Rosa ROMANO

Ultime Notizie

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Privacy Policy.

Accetto i cookie da questo sito.