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È stata pubblicata ieri la decisione del TAR Salerno in merito al ricorso presentato dai responsabili della Casa di Riposo San Pio a seguito le disposizioni varate dal Sindaco di Padula Paolo Imparato che ne aveva disposto lo sgombero a seguito anche dell’atto del Consorzio Sociale Piano di Zona Ambito S10 che, vista la situazione legata anche ai casi di contagio da Covid 19 verificatisi a Padula che aveva revocato l’autorizzazione. Lo scorso 13 maggio si è tenuta l’udienza del ricorso presentato dai titolari della Casa di riposo di cui si conosceva l’esito che aveva portato i giudici della sezione Prima a rigettare il ricorso con la compensazione delle spese. Ora arrivano le motivazioni che hanno portato alla decisione. Nell’atto viene evidenziato come il provvedimento del Sindaco del 14 aprile con il quale veniva intimata l’ottemperanza delle disposizioni dell’ASL per il trasferimento degli ospiti della Casa di Riposo presso l’Ospedale Campolongo e l’ordinanza emessa sempre dal Sindaco di Padula di dare esecuzione alla revoca dell’autorizzazione al funzionamento della struttura, così come tutti gli altri atti contro cui veniva proposto ricorso per annullamento previa sospensione della validità, sono da ritenersi validi in quanto diverse norme, elencate nell’ordinanza, attribuiscono al primo cittadino, in caso di emergenza e di urgenza, come per l’emergenza epidemiologica in cui ci si trovava, un potere extra-ordinem  ossia un procedimento straordinario pertanto come si legge “svincolate, da qualsivoglia predeterminazione contenutistica”. “Sul piano motivazionale, - si legge ancora nel documento del TAR - l’ordinanza sindacale risulta supportata dalla esplicitata necessità di attivare ogni utile iniziativa tesa al contenimento dei rischi connessi all’emergenza COVID-19 e sul contenuto della ivi citata nota n. 1004/2020, con la quale l’ASL di Salerno ha ritenuto l’attuale soprannumero degli ospiti del Centro ricorrente condizione che di per sé costituisce ulteriore elemento di rischio”. Da qui la decisione che ha portato a rigettare il ricorso presentato dai responsabili della Casa di riposo San Pio che ora potranno valutare l’ipotesi di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione

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