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Incredibile ma vero, ai tempi del Covid ci si ritrova a dover fare i conti con denunce di assembramenti anche quando, poche e limitate persone, riuniti in sicurezza e a distanza ben oltre i limiti imposti con distanze che superano i due metri l’uno dall’altro, sono insieme per discutere della formazione dei bambini che, affetti da patologie disabilitanti, rischiano di essere ulteriormente penalizzati da una didattica a distanza che non possono seguire.

È accaduto a Sassano e a denunciarlo la stessa dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Falcone Patrizia Pagano attraverso un post pubblicato sulla sua pagina facebook. Si pensava che, l’emergenza Coronavirus, potesse risvegliare un sentimento di umanità nei confronti in particolare di chi è meno fortunato e che, più di tutti, ha subito in maniera anche devastante l’emergenza. Pare invece che il corvid ha portato ad un accrescimento del sentimento di diffidenza e di paura.

Nel post la preside Pagano ha ben spiegato come si è svolta l’incontro che aveva come tema la definizione del Piano Annuale di Inclusività la cui scadenza per la sua redazione è a breve e che, peraltro, deve essere redatto obbligatoriamente per legge. Un piano che va redatto anche alla presenza delle famiglie e dei coordinatori che, in questo caso, non erano stati convocati proprio per via delle norme di distanziamento sociale ed anti assembramento. Erano quindi soltanto in 7 all’incontro che si è svolto, pare in un’aula di vaste dimensione consentendo a tutti di posizionarsi a debita distanza, peraltro, nel gruppo di 7, erano anche presenti una coppia, marito e moglie.

Dalla Dirigente scolastica inoltre, viene evidenziato come, i temi in trattazione riguardava in particolare le azioni da adottare per i bambini con handicap per i quali è impossibile la pratica della Didattica a Distanza che provoca una ulteriore ritardo nell’apprendimento e nella formazione per i piccoli. Temi pertanto particolarmente delicati e che, a tutela della privacy, non possono essere trattati utilizzando piattaforme virtuali che non possono garantirla. Una riunione che, Secondo quanto spiega la preside Pagano è stata poi interrotta dall’arrivo dei carabinieri che avevano ricevuto segnalazione di una riunione che poteva costituire assembramento. Gli stessi militari, fa sapere la preside, hanno poi ritenuto valide le motivazione esposte dalla dirigente scolastica. Sul post si legge come l’istituto Falcone ha sempre riservato all’inclusione ed alla legalità il massimo valore a cui, la dirigente continua a credere anche se, dalle parole, emerge anche un sentimento di disillusione ritenendo che tali valori pare siano ormai un sogno solo della stessa Patrizia Pagano. Si percepisce anche un piccolo sentimento di delusione e rabbia.

“Potremmo accusare la dirigente scolastica – si legge - anche di omissione di atti d'ufficio, perché quel Piano annuale dell'Inclusività non darà le risposte che solo una vera Istituzione Scolastica Autonoma, prevista dalla legge o almeno nelle migliori intenzioni del legislatore, può dare. Quel Piano, di fatto, non ci sarà, ma continuerà a essere una mera elencazione di buoni propositi. Mi dispiace per i ragazzi, per le famiglie, per chi crede ancora che si possa migliorare, per la Scuola e, quindi permettete, anche per me”.

Anna Maria CAVA

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