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Si avvicina la festa di San Cono, solennità molto sentita a Teggiano, dove ogni anno la comunità si riunisce per le celebrazioni dedicate al Santo Patrono. Quest’anno però la festa sarà diversa rispetto al passato, vista l’emergenza Covid 19 e il parroco della Cattedrale, don Giuseppe Puppo, ha deciso di realizzare un video messaggio per i concittadini per spiegare loro come si svolgeranno le attese celebrazioni. Iniziata la fase 2, si è tornati a celebrare messa con il popolo, ma è ancora il tempo della cautela, per questo la novena di San Cono sarà in streaming.

“I festeggiamenti – ha spiegato il parroco - inizieranno con il solenne novenario del 24 maggio. Abbiamo scelto la modalità in streaming per dare a tutti i fedeli la possibilità di partecipare a questo momento intenso che è appunto la preparazione alla Festa di San Cono, visto che la nostra chiesa cattedrale può contenere solo 60 - 70 persone. La novena sarà trasmessa tutte le sere alle ore 18 sulla pagina facebook della chiesa cattedrale e si concluderà con una brevissima benedizione in Piazza con la reliquia di San Cono. Il giorno della Festa, il 3 giugno, alle ore 10 nella cattedrale, sempre a porte chiuse, si terrà il solenne pontificale presieduto dal Vescovo e concelebrato dai parroci delle altre parrocchie di Teggiano, a cui seguirà una silenziosa e brevissima processione con la reliquia del Santo”.  

Don Giuseppe ha poi spiegato l’impossibilità di dare vita quest’anno alla classica processione: “Non possiamo esporre le persone – ha detto - a possibili focolai di contagio, non dobbiamo abbassare la guardia. Pesa prendere determinate decisioni ma sono per il bene comune. Ricordiamoci che la vita e la salute delle persone vengono prima del culto”. Augurando infine a tutti una buona ripresa in questa fase 2, don Giuseppe ha rivolto un pensiero a quanti soffrono per aver perso il lavoro in questo periodo di emergenza e ha esortato a concentrarsi sulla celebrazione della festa interiore, più che su quella esteriore. “Viviamo questo tempo in famiglia, in intimità con i nostri cari – ha concluso - , apprezzando di più quelle libertà che avevamo prima e su cui adesso siamo molto limitati”.

Antonella D'ALTO

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