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Dal gruppo consiliare Salesi di Sala Consilina arriva l'appello a restare a casa nei giorni di Pasqua e Pasquetta. I consiglieri Domenico Cartolano, Angela Freda, Teresa Paladino e Antonio Santarsiere invitano tutti non cedere alla tentazione del picinic o della gita fuoriporta, come da tradizione in questo periodo, quindi a non vanificare i sacrifici fatti finora. 

"Il coronavirus non è stato sconfitto, molto ancora c’è da lavorare e, purtroppo, da sacrificarsi per annientare questo virus, che tante vittime sta mietendo in tutto il mondo. Le notizie “incoraggianti”, che ci permettono di cominciare a progettare una FASE 2, non devono portarci a credere che l’emergenza sia finita! Il sud Italia e, con esso, il nostro meraviglioso Vallo di Diano, sono ancora nel pieno dell’emergenza contagi! Non ne siamo assolutamente fuori, e non possiamo allentare la presa.

Facciamo tutti ancora un piccolo sforzo, RESTIAMO A CASA, anche e soprattutto in occasione della Pasqua e del lunedì di Pasquetta!!!

E’ solo stando a casa che abbiamo evitato che si creassero altri focolai del virus oltre a quello già individuato! E’ in questo modo, grazie al senso di responsabilità di TUTTI, che siamo riusciti ad evitare anche il rischio contagio, che poteva essere rappresentato dai numerosi rientri dal nord verificatisi nei primi giorni di marzo. Siamo stati tutti molto bravi, disciplinati ed attenti, seppur tra mille sacrifici, e non possiamo vanificare, dunque, questo immane lavoro e lasciare nuovamente lo spazio per circolare al virus.

Per questo, come gruppo consiliare, Vi chiediamo di continuare su questa strada, pur sapendo che è difficile rinunciare ai pranzi in famiglia e alle gite fuori porta! Verrà il tempo in cui potremo recuperare i momenti perduti, ma in piena sicurezza! Uscite solo per motivi strettamente necessari (lavoro, salute etc.) e limitando l’uscita per le spese necessarie ad un solo componente della famiglia e, magari, una o al massimo due volte in una settimana. Il tutto, ovviamente, muniti di mascherine e guanti e osservando la distanza di almeno un metro gli uni dagli altri.

Lo dobbiamo a noi stessi, agli operatori sanitari, ai volontari, a chi continua a lavorare per garantirci tutti gli approvvigionamenti indispensabili, a tutti coloro che lottano nei letti degli ospedali e a tutte le povere vittime del coronavirus. La nostra disponibilità a chiarimenti o a supporto di eventuali esigenze è totale fin dal primo giorno"

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