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Maxi decreto a sostegno delle imprese italiane in questo momento di blocco delle attività vista l’emergenza Covid. Il Governo è pronto a farsi da garante per 400 miliardi per prestiti delle piccole, medie e grandi imprese. Secondo quanto emerge la garanzia pubblica non sarà assicurata sempre per l’intero importo del finanziamento ma si andrà a scaglioni. Va sottolineato che sarà possibile richiedere finanziamenti fino al 25% del fatturato. Per le imprese piccole con fatturato fino a 100 mila euro, che potranno quindi avvalersi di un finanziamento massimo di 25 mila euro, la garanzia che lo Stato assicura sul finanziamento che l’impresa andrà a contrarre e che dovrà essere restituito entro 6 anni, sarà totale.

La prima rata l’imprenditore dovrà versarla ad aprile 2022. Per le imprese più grandi che contano fino a 500 dipendenti, il finanziamento ottenibile può raggiungere la somma di 5 milioni, con lo Stato che si farà da garante per il 90% del totale del finanziamento. In questo caso, però, la Banca dovrà comunque valutare la richiesta prima della concessione del finanziamento per valutarne il merito creditizio. Per le aziende più grandi la garanzia pubblica dipenderà dal fatturato. Per fatturati fino a 1,5 miliardi il finanziamento sarà garantito per il 90%; da 1,5 a 5 miliardi lo stato si farà da garante per l’80% dell’importo; oltre i 5 miliardi la garanzia pubblica sarà del 70%.

Un decreto che, comunque, già dalla giornata di ieri non è stato accolto con il favore che si sperava, soprattutto dalle imprese che, in molti casi, hanno evidenziato come, in realtà, il Governo stava invitando le imprese a contrarre nuovi finanziamenti mentre non si rivela un aiuto concreto alle imprese che oggi sono costrette a tenere le saracinesche abbassate per evitare rischi contagi. Ad analizzare in maniera sintetica ma anche particolarmente dura il decreto è l’On. Edmondo Cirielli, questore della Camera dei Deputati che, dalla sua pagina facebook dichiara. “Anziché aiutare le imprese si aiutano le banche. Anziché dare soldi alle imprese per coprire le perdite dell’epidemia si garantiscono i prestiti delle banche che senza rischi presteranno soldi alle imprese in cambio di interessi e se le imprese falliscono paghiamo tutti noi con i soldi dello stato. Ci guadagnano solo le banche”.

Anna Maria CAVA

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