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Per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), le mascherine non servono alle persone sane ma a chi ha i sintomi del Coronavirus SARS-COV-2 e agli operatori sanitari. Gli ultimi studi confermano che la diffusione del coronavirus nell’aria è più sostenuta di quanto si ritenesse all’inizio, motivo per cui, a detta degli esperti, “si potrebbero cambiare le linee guida, se necessario”.

Allo stato attuale delle conoscenze, il coronavirus si trasmette prevalentemente attraverso le goccioline nell’aria e, negli ospedali con molti pazienti sottoposti a ventilazione meccanica, potrebbe disperdersi anche con aerosol. Anche in stanze chiuse affollate ed ascensori, quindi, potrebbe accumularsi il virus, qualora molte persone infette vi rimanessero a lungo.

L’OMS si prepara a rivedere le norme. Le mascherine chirurgiche non sono la soluzione perfetta, perché non sigillano per esempio naso e bocca come quelle filtranti), e sono ancora poche, come dimostrano le difficoltà a rifornire il personale sanitario, ma diventeranno probabilmente nostre compagne di vita, nella fase di riapertura alla normale vita quotidiana. 

L’Istituto Superiore di Sanità, intanto, sta testando le mascherine di nuove aziende italiane.

Federico D’ALESSIO

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