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Sulla Salute non si possono attendere i tempi della politica ed in particolare in questo momento così difficile che ci vede combattere contro un nemico silente ed implacabile. A sollecitare interventi urgenti sulla base anche della pericolosità del virus e della lunga battaglia che attende le comunità, dei tre medici Santarsenensi Luigi Pandolfo, Arsenio Cutolo e Luigi Franco le cui tesi vengono avvalorate della parole del dottor Giuseppe Ippolito, responsabile scientifico dell’Istituto di Malattie Infettive dello Spallanzani di Roma, originario di Sant’Arsenio. In una lettera aperta spiegato il percorso realizzato partendo dal 10 marzo scorso e anche le persone coinvolte sul progetto a cui è stata inviata la loro proposta corredata dalle relazioni tecniche e di intervento per poter, in breve tempo, realizzare un numero sufficienti di posti letto a gestire l’emergenza Covid.

A dare maggior valore alla proposta dei Dottori POandolfo, Cutolo e Franco la lettera proprio del Dott. Ippolito che ha ribadito l’urgenza di intervenire per la riapertura della struttura del SS Annunziata ritenendola utile a fronteggiare l’emergenza soprattutto perché necessario individuare nuove strutture specificatamente destinate alla cura di pazienti covid. “Sfortunatamente – scrive nella missiva inviata al presidente De Luca il Dott. Giuseppe   Ippolito - ancora troppi falsi profeti sproloquiano dando un falso senso di sicurezza per la rapida fine dell’epidemia, senza dire che è necessario non mollare e prepararsi ad una convivenza con il virus anche una volta che è finita la fase di massima espansione”. Sulla base di questi dati Luigi Pandolfo, Arsenio Cutolo e Luigi Franco già dal 10 marzo in un incontro organizzativo del Centro Operativo Comunale di Sant’Arsenio, avevano proposto di servirsi dell’ospedale di Sant’Arsenio per far fronte all’emergenza epidemiologica.

Una proposta formalizzata, con annessi documenti e programmi di intervento, il 17 marzo con lettera inviata al presidente della Regione Campania “che altro non era – scrivono i medici santarsenesi - un grido di allarme rivolto a chi ci governa e riveste un ruolo decisionale”. La sintesi della proposta, inoltre, era stata inviata nei giorni scorsi anche al direttore generale dell’Asl Mario Iervolino, all’assessore regionale Corrado Matera, ai Vescovi Mons. De Luca e Mons. Spinillo quest’ultimo per la sua origine santarsenese, ai ministri per la salute e per il sud, al direttore del Luigi Curto Mandia e al direttore del distretto sanitario 72 Mondelli, al presidente del Parco Pellegrino e al presidente della conferenza dei sindaci del Vallo di Diano Cavallone. Le parole del Prof. Ippolito, sono un importante atto di idnirizzo a tutti gli amministratori locali. Trattandosi di un’emergenza che, come spiegato dal Prof. Ippolito non finirà e con cui sarà necessario convivere, diventa fondamentale potersi dotare di una struttura sanitaria che. Come evidenziato nella lettera di Arsenio Cutolo, Ricercatore presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Luigi Franco, Tecnologo presso l’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale del CNR di Tito – PZ e Luigi Pandolfo, Medico Rianimatore presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni e Ruggi D’Aragona – Salerno, le comunità valdianesi hanno il diritto di essere curati nella loro terra. Un messaggio lanciato dopo quanto accaduto presso la casa di cura di Sala Consilina con i pazienti costretti ad essere trasferiti lontano dalle loro famiglie perché; nel Vallo di Diano, con c’era una struttura ospedaliera capace di accoglierli e curarli. “Noi cittadini – scrivono - dobbiamo farci portavoce dei più deboli. Continueremo con tutte le nostre forze in una campagna di sensibilizzazione per spirito civico e di appartenenza ad un territorio: i nostri malati hanno il diritto di essere curati nelle strutture ospedaliere di appartenenza”.

Anna Maria CAVA

 

 

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