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Crisi economica post covid una preoccupazione ed un problema reale che, nei giorni scorsi aveva visto il presidente della Regione Campania soffermarsi su dichiarazioni e richieste di aiuto sia al governo centrale ma a tutti gli enti e le associazioni territoriali, che siano religiose, politiche, sociali e, finanche economiche come le istituzioni bancarie.

Un invito che il direttore generale della Banca Monte Pruno Michele Albanese, si dice prontissimo ad accettare, in rispetto anche di quella che è sempre stata la natura fondante delle BCC. Pronto ad aiutare sì, ma come? La riforma del credito cooperativo ha modificato in gran parte quella che è la capacità di sostegno ai territori delle banche di credito cooperativo.

Partendo da questa riflessione il direttore Albanese scrive una lunga lettera al presidente della Regione Campania, in cui, manifesta la forte volontà di poter aiutare la sua terra e chi la vive a rialzarsi dalla crisi che, inevitabilmente colpirà i territori nel dopo Coronavirus, ma evidenzia come ciò non sia affatto facile. Ribadendo la massima disponibilità a mettere in campo quanto verrà previsto per il rilancio dell’economia regionale ribadisce però la necessità di riconoscere una maggiore elasticità alle banche di credito nell’erogare i finanziamenti, ricordando come la riforma del credito cooperativo ha imposto regole non conformi con le mission di Banche del Territorio.

“Non non volgiamo tirarci indietro – scrive Albanese – ma abbiamo la necessità di essere messi nelle condizioni di poter operare senza rischi e andando oltre alla normativa comunitaria”.

Evidenziando come la moratoria del debito che rinvia il pagamento, non possa essere considerata una soluzione dato che bisognerebbe ipotizzare una velocissima ripresa economica, ma anzi potrebbe far insorgere il problema legato alla gestione dei crediti deteriorati, rimarca anche sulla maggiore convenienza oggi per le banche di non concedere i crediti anziché di sostenere imprese e famiglia.

“Oggi – continua Michele Albanese – bisogna mettere in primis le banche nella condizione di erogare e supportare l’economia. Proseguire con questo stato di irrigidimento del mercato bancario, soprattutto locale, metterebbe in crisi l’intera economia territoriale non solo delle imprese che già precedentemente al diffondersi del virus presentavano serie difficoltà ad andare avanti, ma anche per quelle imprese che avevano prima ampi margini di crescita”. Proseguendo nell’analisi dettagliata, punto per punto di quelle che sono le attuali condizioni in cui un istituto bancario deve operare, sottolinea come, in appena 45 giorni ciò che prima sembra essere adeguato ai tempi attuali, si è ritrovato ad essere totalmente inadeguato.

“Purtroppo – scrive Michele Albanese – è già chiaro come le istituzioni europee siano sorde di fronte al grido di allarme italiano, ma di diverso avviso potrebbe essere la Vigilanza Nazionale che potrebbe avere un ruolo di pressione molto incisivo”. Tornando poi a guardare a livello regionale e ribadendo la disponibilità ad ogni sforzi venga richiesto sottolinea “Noi, come Banca Monte Pruno, siamo pronti a finanziare le piccole e medie imprese e ad anticipare risorse che dovranno poi essere erogate ma – sottolinea Michele Albanese – la prima mossa indispensabile è dare maggiore libertà alle banche. La stessa Regione – suggerisce in conclusione – dovrà dare supporto a quelle categorie che le Banche, in questa fase, guardano con circospezione perché molto rischiosi e con problemi pregressi”

Anna Maria CAVA

 

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