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Non è solo il timore del contagio a preoccupare le famiglie e i cittadini italiani, ma anche la paura per il vivere quotidiano del presente ed il futuro. Il blocco delle attività ha provocato una forte crisi economica che ha portato all’aumento della povertà. Una fotografia dell’Italia di cui è ben consapevole la Caritas Italiana ed il responsabile Macro Progetti Don Andrea Laregina, originario di Teggiano che ha lanciato l’allarme sulla base anche dell’impegno delle caritas diocesane e parrocchiali a cui ci si rivolgono sempre più persone facendo registrare un aumento del 30% delle richieste di aiuto.

“Una cifra – spiega Don Andrea Laregina - destinata a crescere in questa emergenza coronavirus. E quello che preoccupa non è solo il dato numerico ma anche un diffuso senso di vergogna da parte di chi non avrebbe mai pensato di richiedere un aiuto materiale che si accompagna alle richieste di aiuto.  Inoltre – prosegue – emergono anche i primi segnali di rabbia, sintomo di malessere umano e psicologico, ai quali i territori devono saper rispondere". Le cifre esatte legate all’aumento dei nuovi poveri non sono facile da ottenere anche perché, come spiegato da Don Andrea Laregina, in dati sono in continuo aggiornamento facendo registrare un vero e proprio dramma sociale che ha fatto aumentare il popolo degli invisibili."Penso – spiega Don Andrea - agli anziani soli, a coloro che non hanno un rapporto familiare stabile, come i padri separati, ai lavoratori precari, a chi aveva un lavoro 'in nero'. In tutti cresce una sensazione di solitudine e abbandono. Tutti hanno il terrore di non essere ascoltati".

Secondo quanto spiegato dal responsabile Macro Progetti della Caritas italiana, i volontari sono al momento a lavoro oltre che con attività di ascolto, conforto e sostegno, anche per aiutare le persone nelle attività quotidiane che non possono più svolgere da soli come fare la spesa, acquistare i farmaci e ritirare le ricette. “Occorre fare di più – sottolinea Don Andrea -Occorre un welfare più esteso per ridare dignità a coloro che si sentono abbandonati e cercano di uscire dall'anonimato"

Anna Maria CAVA

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