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Misure più incisive per contenere e gestire l’emergenza da Covid 19 nel Vallo di Diano e Tanagro. È quanto chiede il sindaco di Polla, Rocco Giuliano, in una lettera inviata al Presidente della Regione De Luca e al Direttore Generale dell’Asl Iervolino, al Direttore del Distretto Sanitario 72 Mondelli, al direttore della Struttura Complessa Servizio Igiene e Sanità Pubblica Saggese Tozzi e alla responsabile del Dipartimento Prevenzione dell’Asl D’Alvano.

“La situazione si aggrava ogni giorno di più” - scrive Giuliano ricordando i decessi e i recenti casi di contagio nel Vallo di Diano -. Affermando che, secondo le stime degli esperti, purtroppo, i numeri sono destinati drammaticamente ad aumentare, il sindaco ha riferito le criticità emerse nell’accesso ai tamponi. “È allarmante che, ad oggi, - scrive - in una zona ritenuta focolaio, familiari conviventi di persone contagiate siano ancora in attesa del prelievo del campione rinofaringeo o degli esiti di tamponi già eseguiti”. Per il primo cittadino è necessario eseguire immediatamente i prelievi su tutte le persone di cui vi è alta probabilità di intervenuta trasmissione. Vanno inoltre aumentati e potenziati i singoli laboratori di analisi dei tamponi ed appare necessario effettuare i test il prima possibile e con comunicazione rapida degli esiti a quanti lavorano in prima linea contro il virus, come medici e infermieri, Forze dell’Ordine, volontari, farmacisti ma anche gli impiegati dei supermercati.

“Particolare attenzione – scrive ancora Giuliano - merita la problematica riferita al trattamento delle persone poste in isolamento domiciliare per accertata affezione da Coronavirus, le quali, a quanto apprendo, spesso sono sottoposte unicamente ad un monitoraggio a distanza delle condizioni cliniche. Si constata che, sovente, i contagiati vengono ricoverati quando già le loro condizioni cliniche sono ampiamente compromesse”. Il sindaco chiede dunque un cambio di rotta nelle procedure di accesso ai tamponi. “È mia opinione – conclude - adottare, al più presto, una politica differenziata (case to case) per ogni singolo territorio in base al rapporto popolazione / contagiati e, nell’ambito dello stesso, effettuare il maggior numero di tamponi possibili per avviare immediatamente i contagiati al percorso di cure necessarie, per individuare i soggetti asintomatici e per prevenire il sorgere di nuovi focolai di contagio”.

Antonella D'ALTO

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