Attualità

Novità importanti per il giovane di Lentiscosa e la sua famiglia che si trovano al momento sottoposti alla quarantena perché di ritorno dal comune di Codogno in provincia di Lodi. La vicenda ha suscitato polemiche e sta anche provocando un fenomeno di psicosi non soltanto contro la famiglia stressa ma anche nei confronti degli stessi cittadini della piccola comunità. Il ragazzo 20enne, aveva trascorso una settimana a Milano per far rientro mercoledì scorso, quindi il giorno prima dell'individuazione per paziente 1, ossia la prima persona in Italia ad essere risultata positiva al COVID 19.

Ciò però ha destato non poca preoccupazione anche perché rientrato proprio dal Comune del lodigiano da cui è partito il focolaio dove era stato in visita ad uno zio che aveva subito un'operazione. La famiglia, ha attivato tutto il protocollo nel momento stesso in cui ci si è resi conto della velocità con cui si propagava il virus ed appena dal ministero sono state varate le linee guida su come comportarsi. E così è stato comunicato il rientro del giovane da Codogno a Letiscosa, a qualche giorno di distanza dato che fino a quel momento non era ben noto il rapido propagarsi del virus. I familiare hanno chiesto, successivamente, più volte di poter effettuare il tampone, dato che nel comune si è sviluppata la psicosi da Coronavirus. Dopo molte insistenze, finalemnte il sindaco ha dato l'ok per attivare le procedure per effettuare il tampone. E verificare l'esistenza o meno del virus.

Il sindaco Mario Salvatore Scarpitta ha infatti annunciato che, entro 24 ore sarà effettuato il tampone, nonostante il protocollo non preveda che sui soggetti asintomatici non può essere effettuato il test. In ogni caso il primo cittadino è riuscito ad ottenere l'k dai servizio sanitario per il verificarsi di una serie di circostanze. In primis perchè il giovane proviene proprio dalla zona di massima pericolosità, ossia Codogno dove si è trattenuto per un paio d'ore per far visita allo zio ricoverato in ospedale. Inoltre, al suo rientro, il giovane ha incontrato diverse persone ed ha svolto regolare attività sociale anche ludico ricreative. Da qui la necessità di effettuare il test per escludere eventuali contagi. Intanto il padre sottolinea "Stiamo bene. Siamo fiduciosi. Mio figlio è rientrato prima della diffusione del virus"

 

Anna Maria CAVA

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Privacy Policy.

Accetto i cookie da questo sito.