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Gli ultimi dati presentati da Bankitalia parlano di un rapporto tra istituto di credito e cliente totalmente cambiato. Un rapporto che a tratti non esiste più visto il ridimensionamento delle operazioni di sportello che sono state sostituite da operazione telematiche sfruttando l'evoluzione tecnologica. Un dato questo che richiede una seria valutazione, visto anche il ruolo del sistema bancario nell'economia di un paese.

Certo è che, le novità introdotte nel mondo del credito sono tante andando a creare una sostanziale modifica di quella che è la banca tradizionale. Partendo dai dati di Bankitalia che evidenziano una netta riduzione del numero degli speortelli bancari dai 34 mila del 2008 agli attuali 27 mila, quindi con un a riduzione di quasi 10 mila sportelli, il direttore generale della BCC di Buonabitacolo Angelo De Luca, analizza l'attuale stato del sistema bancario evidenziando anche come, il rapporto umano deve restare un punto ferma nel mondo del credito.

“E’ un momento delicato per le banche - sottolinea Angelo De Luca  - i modelli di business tradizionali sono in continua trasformazione, l’innovazione e le tecnologie stanno cambiando il modo storico di fare banca. Il punto fermo però rimane la capacità e le competenze delle persone che in banca continuano a mantenere quel rapporto umano, di conoscenza e ascolto verso i clienti che, in una BCC sono parte integrante delle nostre piccole aziende". Il direttore della BCC di Buonabitacolo, rimarca quindi sul modo di concepire l'attività bancaria del suo istituto che, senza rinunciare all'innovazione tecnologica, vuole comunque mantenere come punto fermo l'attenzione alle persone sia come componenti di nuclei familiari che come piccoli imprenditori, ascoltandone e recependone le necessità attraverso la conoscenza di storie, sacrifici, idee, progetti, delle vittorie e anche delle sconfitte.

“Rincorrere i grandi gruppi bancari - continua il direttore De Luca - che per loro natura si allontanano dalla persona, riconoscendo i clienti da numeri e conti correnti,  non ciò che chiede la gente, non può aiutare il sistema economico delle piccole realtà locali.  La nostra banca è differente - spiega -  non è uno slogan, ma è la realtà oggettiva del nostro modo di operare. Lavoriamo ogni giorno per anticipare i cambiamenti che impatteranno sulle realtà bancarie, ma allo stesso tempo manteniamo fermo il nostro modello di banca del territorio. Questo siamo stati per 40 anni e questo desideriamo essere per il futuro. La sfida è appena iniziata e la vincerà chi sarà capace di offrire nuovi servizi, mettendo in campo competenze e strumenti migliori per rispondere più velocemente ai cambiamenti, e chi saprà garantire quel rapporto umano e solidale che solo una BCC, può offrire ai propri soci e clienti”.

Anna Maria CAVA

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