Banner

Attualità

Dalla Banca d'Italia arrivano dati che mettono in evidenza il grande valore riservato al Credito Cooperativo per il mezzogiorno. I numeri del 2018 parlano di 75 banche rimaste nel mezzogiorno, escluse le isole, di cui ben 59 sono Banche di Credito Cooperativo che rappresentano il sistema di collegamento tra risparmio e mercato del lavoro soprattutto con le piccole e medie imprese che sono anche la vera forza propulsiva dell'economia del mezzogiorno d'Italia.

“Sono anni – dichiara il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca – che predichiamo che occorre puntare sulle imprese del territorio, favorendo il credito e la scommessa di innovazione per il futuro, restando però inascoltati con i centri di potere economico e politico che hanno sottovalutato l’allarme lanciato da noi piccole banche territoriali che conosciamo bene il territorio fatto di imprese e di imprenditori e le loro famiglie e tocchiamo con mano le loro difficoltà. Il Sud - spiega De Luca - cresce troppo lentamente. Ed è qui che il ruolo delle banche del territorio diviene prioritario e fondamentale. Quanto più testa e anima delle banche si allontana dal territorio tanto più è difficile comprendere le dinamiche che gli stessi territori vivono in termini di crisi e necessità. Il ruolo delle banche di prossimità è fondamentale per continuare a sostenere le imprese e i sistemi economici localI. La storia recente - ha aggiunto il direttore De Luca - ha dimostrato che sono le grandi banche a creare problemi al sistema bancario e del credito nel nostro Paese, tuttavia si insiste in questa direzione”.

In realtà il Governo è concentrato sull’idea di una banca del Sud che potrebbe essere utile a mettere nelle condizioni le banche che sono solide, e che operano già al sud di non dover subire gli elevati rischi del credito, e magari superare gli ostacoli burocratici che mettono le piccole imprese a confronto con l’algoritmo costruito con le medie ponderate della rischiosità di settore e territorio, quando hanno necessità di investire, intimando alle banche, attraverso un sistema informatico, di rispettare ciò che l’algoritmo dice in anticipo su quanto e a che tasso si può prestare denaro e soprattutto a chi. Insomma a cosa serve l’esperienza della conoscenza umana e della storia personale dei piccoli imprenditori che hanno lottato per anni nel rimanere, se poi quello che conta oggi è solo ciò che dice un freddo ma analitico algoritmo? Ecco a cosa serve una piccola banca del territorio, dove ci sono persone, a dialogare, a progettare ed investire sul futuro di una terra.

Anna Maria CAVA

Banner

Ultime Notizie

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Privacy Policy.

Accetto i cookie da questo sito.