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La Chiesa Madre di Monte San Giacomo al centro di un incontro che si è tenuto ieri sera a Palazzo Marone. Quest’anno ricorrono i 450 anni dalla sua fondazione. Una ricorrenza che sarà celebrata, a partire dal 5 luglio, con il giubileo parrocchiale che durerà un intero anno fino al 26 luglio 2021. La stessa chiesa però ha bisogno urgente di essere restaurata.

Un argomento questo che sta tenendo banco da un po’ all’interno della comunità e necessitava di un momento chiarificatore. Ieri alla presenza del vescovo Padre Antonio De Luca il parroco don Agnello Forte ha condiviso con la comunità le motivazioni e gli aggiornamenti in merito ai lavori di rifacimento di cui la Chiesa Madre ha bisogno. Senza scendere nei dettagli tecnici dell’intervento ha spiegato tutte le problematiche strutturali causate dall’umidità, la mancata e cattiva manutenzione quando c’è stata. L’edificio quindi è poco sicuro ed è a rischio chiusura.

Per il restauro è in corso di presentazione un progetto, che ammonta a circa 250mila euro, alla CEI che con l’8 per mille finanzierà i lavori per il 70% mentre il restante 30% spetta alla parrocchia. Che ha promosso una raccolta fondi.

La Chiesa Madre, ha riferito il parroco, è il fulcro e il rifugio della comunità che è quindi chiamata a contribuire alla realizzazione dei lavori.  Il 30% che va ad integrare il finanziamento della CEI dovrà quindi arrivare – ha spiegato don Agnello – dalle offerte dei fedeli, ognuno secondo le proprie possibilità, dai 5 comitati festa locali (tranne quello di San Giacomo e Sant’Anna) che rinunceranno, ognuno, a 2mila euro in favore della causa e dai sangiacomesi all’estero.

La raccolta è già partita in questo mese di gennaio, e sono stati messi insieme 8mila euro, ce ne sarà un’altra nel periodo pasquale e l’ultima a ottobre. Il progetto – ha sottolineato il vescovo De Luca – dovrà essere consegnato alla CEI entro novembre e per iniziare i lavori è necessario avere la somma utile in quanto la prima rata la paga la parrocchia. Se si riuscirà a raccoglierla – ha riferito don Agnello – i lavori potrebbero iniziare già nel 2021.

Ieri sera, a Palazzo Marone, c’erano alcune associazioni e comitati locali e l’amministrazione comunale. Tutti i presenti hanno assicurato collaborazione.

Rosa ROMANO

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