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Il fiume Tanagro torna al centro del dibattito istituzionale seppur, in questo periodo, non si manifestano fenomeni preoccupanti. A lanciare l'allarme in questi ultimi giorni, sul continuo stato emergenziale in cui verso il corso d'acqua che attraversa il Vallo di Diano, il sindaco di Sassano Tommaso Pellegrino a cui replica il presidente del Consorzio di Bonifica Vallo di Diano Tanagro Beniamino Curcio. Alcuni giorni fa il sindaco di Sassano, attraverso un post sulla sua pagina facebook, è tornato sulla vicenda attaccadno burocrazia ed enti competenti che, a parere di Pellegrino, porta solo ad un continuo scambio di responsabilità. "Nessuna risposta concreta a segnalazioni e diffide sul corso d'acqua - scrive il Sindaco di Sassano - determinando una continua minaccia di esondazione.

I comuni non possono agire per una normativa che coinvolge diversi enti.  Ciò dimostra che la burocrazia sui temi ambientali non determina tutela e valorizzazione, ma avversione e abbandono. Bisogna al più presto mettere fine alla stagione degli infiniti pareri, che mettono i Sindaci con le spalle al muro. Ci siamo rivolti nuovamente al prefetto - scrive in ultimo - per rappresentare la condizione d’impotenza e di disinteresse da parte di chi avrebbe il compito e la responsabilità d’intervenire o quantomeno di intraprendere un’azione concreta".

Pronta la replica del presidente del Consorzio di Bonifica Beniamino Curcio: "Mi meraviglio - scrive - che Pellegrino abbia lanciato solo ora l'allarme sul Fiume dato che lo stato di incuria si protrae ormai da decenni. In questo primo anno alla guida del Consorzio, seppur ente senza competenza sul corso d'acqua, ho avvertito il dovere di occuparmi della questione. Con Campania Ambiente, abbiamo programmato interventi sul corso d'acqua da Casalbuono a Polla,  per rimuovere le criticità impellenti ed abbiamo definito un tavolo tecnico in Regione sugli interventi in corso e programmare nuove opere".

Beniamino Curcio, parla anche del progetto approvato lo scorso anno per un importo di oltre 10 milioni di euro per la sistemazione del Fiume, in attesa di finanziamento, e degli interventi effettuati dopo le rotture agli argini provocati dalle ultime piogge sui territori di Sassano e Sala Consilina, a cui l'ente consortile ha fatto fronte con fondi propri.

Detto ciò il presidente dell'ente attacca: "Francamente - dice - non so cosa abbiano fatto gli altri in tanti anni. È doveroso ricordare che il Consorzio potrebbe fare molto di più se non fosse costretto a combattere su più fronti, a partire da quei Comuni, tra cui Sassano, che non pagando contributi arretrati per migliaia di Euro ne ritardano l’azione. Nel Vallo - sottolinea in conclusione - non siamo proprio capaci di portare avanti un lavoro di squadra. Ognuno si sente grande e forte nel proprio recinto e si preferisce il populismo alla condivisione dei problemi reali del territorio e delle relative soluzioni. Ognuno di noi dovrebbe fare “il mea culpa” e non cercare altrove ragioni di inerzia e disinteresse".

Anna Maria CAVA

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