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Lo scorso dicembre il consorzio di Bonifica Vallo di Diano Tanagro si è riunito per approvare il riequilibrio di bilancio su cui si è registrato poi il voto contrario di due esponenti nominati dagli organi sovracomunali ossia Vincenzo Chiappardo di Padula delegato della Provincia e Paolo Gallo di Teggiano delegato della Regione. Un atto che è stato poi commentato, dal presidente Beniamino Curcio in maniera dura su sollecitazione di giornalista di un'emittente televisiva del Golfo di Policastro, parlando di esponenti della maggioranza che, in caso di contrasto con le decisioni o si dimettono oppure dovrebbero sfiduciare il presidente.

Il motivo del contendere sarebbe, pare, la decisione di non ridurre le tariffe per l'irrigazione e la bonifica, scelta dovuta al mancato riconoscimento, da parte della Regione Campania del contributo di circa 180 mila euro. A distanza di un mese arriva ora la lettera aperta rivolta al presidente dei delegati dissidenti.

"Pur avendo tenuto sempre posizioni singole ed autonome  in seno al Consiglio, - spiegano gli scriventi nella lettera - siamo stati accomunati e definiti  come componenti del Consiglio, espressione della  maggioranza PD  responsabili della divisione sul riequilibrio di bilancio. Vogliamo pecisare che noi siamo due componenti di diritto del Consiglio dei Delegati,  e come tali non abbiamo alcun mandato  di far  parte di gruppi costituiti da Delegati eletti ma abbiamo il dovere di impegnarci al massimo per  adempiere al compito affidatoci dagli Enti che ci hanno nominato garantendo una condizione super-partes nell’interesse del Consorzio e dei Consorziati.

Non ci riteniamo i depositari delle verità e del buon amministrare; - continuano Gallo e Chiappardo - Per  evitare di  sbagliare  e per arrivare a decisioni ampiamente condivise è necessario confrontarsi spesso, verificare, valutare collegialmente. Se ciò manca, non si può pretendere il voto favorevole di un consigliere per il solo fatto di appartenere ad area politica della maggioranza".

Sottolineando come non siano tenuti nè a dimettersi nè a sfiducuare il presidente ribadiscono la loro posizione spiegando i motivi del voto contrario.

"Non riteniamo giusto - spiegano - che per la scelta di assestamento del bilancio 2019, i consorziati dovranno versare altri 65.000€ in più rispetto a quanto si era stabilito a maggio scorso. Abbiamo votato contro perché non abbiamo ritenuto opportuno che fossero ulteriormente aumentati i tributi in un anno in cui la Deputazione ha  deliberato di “riconoscere il compenso lordo di € 16.000 a favore del Presidente e € 10.000 a favore dei due componenti della Deputazione Amministrativa Trezza e Ippolito”.

Riteniamo - sostengono Gallo e Chiappardo - che nello stabilire l’importo per i tributi si deve tener conto anche della scarsa o inesistente redditività della proprietà terriera causata dalla forte crisi che l’Agricoltura del Vallo di Diano sta vivendo da molti anni. Questa consapevolezza ci ha fatto ritenere non  giusto richiedere ai consorziati ulteriori aumenti dei tributi per la bonifica; e ciò è stato il motivo principale del nostro voto contrario".

Gli scriventi preannunciano la possibilità che in futuro possano esserci altri voti contrari ma si dichairano anche aperti a nuovo confronti utili a superare le divergenze e a discutere gli argomenti singolarmente.

Anna Maria CAVA

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