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Il 24 gennaio conferenza dei servizi per la realizzazione di un deposito di fuochi d'artificio. Una notizia che ha alimentato polemiche nel Vallo di Diano. La notizia si è diffusa solo con la convocazione della Conferenza dei servizi ma, va detto, che l'iter è partito da molto lontano e che, proprio per l'ormai definita data della Conferenza dei Servizi, fa comprendere come siano già stati superati diversi passaggi burocratici e autorizzativi.

Secondo quanto emerge, a voler realizzare il deposito di fuochi d'artificio dove non vi sarà manipolazione ossia lavorazione del materiale esplosivo, è un'azienda con soci tra Sicilia, Calabria e Teggiano che avrebbe già da tempo avviato la procedura necessaria per poter ottenere le autorizzazioni, probabilmente anche già rilasciate, dal Comitato Tecnico Regionale, organo deputato ad effettuare le verifiche di sicurezza per il rilascio del Nulla Osta di Fattibilità e composto da referenti dei più importanti enti deputati ai controlli di sicurezza e tutela ambientale per il rilascio delle autorizzazione alla realizzazione di attività a rischio incidenti rilevanti, ossia i comandi regionali e provinciali dei vigili del fuoco, rappresentanti del Ministero dell'Interno, Assessorati regionali all'ambiente e all'attività Produttive ed ARPAC.

La conferenza dei servizi del 24 gennaio è tra gli ultimi passaggi in cui saranno chiamati a confrontarsi per le concessione delle dovute autorizzazioni gli enti coinvolti ed in primis i comuni interessati ossia Teggiano, San Rufo, San Pietro al Tanagro, Atena Lucana e Sant'Arsenio, dato che il deposito dovrebbe essere realizzato in area agricola ubicata in coincidenza con i comuni che presenzieranno alla conferenza dei servizi. All'incontro potranno inoltre partecipare i privati interessati, come ad esempio i gestori del Kartodromo e i gestori dell'aviopista. Va detto che, laddove vi sia già il rilascio da parte del Comitato Tecnico Regionale del Nulla Osta di Fattibilità, vuol dire che è già stato verificato il rispetto di tutte le normative, particolarmente stringenti, in materia di avvio di attività a rischio incidenti rilevanti, tra cui anche il rispetto della distanza da altri insediamenti produttivi e abitativi. Per poter partecipare alla Conferenza dei servizi si potranno presentare delle opposizioni, che saranno valutate.

A manifestare apertamente la sua opposizione il presidente della Comunità Montana Vallo di Diano Raffaele Accetta che ha rimarcato la vocazione agricola del territorio su cui si punta con il progetto di Strategia delle Aree Interne. "L' Ente, che rappresento - spiega Accetta su un post -, benché a tutt'oggi non coinvolto, ritiene, invece per le scelte che sono state fatte con il progetto di Strategia Area Interna del Vallo di Diano "La Città Montana della Biodiversita' e dell'innovazione" di essere profondamente danneggiato da questo insediamento produttivo che quasi certamente contrasta con la scelta del recupero in agricoltura dei "grani antichi" che il territorio si avvia a praticare. Preannuncio, a sostegno dei Comuni interessati da questo Mega insediamento, qualsiasi iniziativa utile e opportuna affinchè insieme possiamo far valere le ragioni di una scelta che da anni il territorio ha fatto.

Anna Maria CAVA

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