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Consiglio comunale storico a Novi Velia lo scorso 8 gennaio quando ci si è riuniti per l'approvazione di un documento che mettesse fine ad una controversia tra chiesa e comune sulla gestione del Santuario di Maria Santissima del Sacro Monte di Novi Velia.

Una lunga controversia che aveva visto il suo apice la scorsa estate quando, a causa di una frana, l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Adriano De Vita si era vista costretta a predisporne al chiusura per garantire la sicurezza dei pellegrini che, nel periodo estivo, in massa, raggiungono il luogo sacro. Da qui si è ripresentata la solita controversia su doveri e competenze che avevano visto il comune di Novi Velia e la Diocesi di Vallo della Lucania, ritrovarsi nuovamente al cospetto dei giudici.

L'amministrazione De Vita, ha voluto aprire questo nuovo anno  ponendo definitivamente la parola fine ad una contesa, che prosegue da oltre 150 anni, tra comune e chiesa di un luogo sacro all'intera comunità e che è fonte di pellegrinaggio assiduo. Il documento è approvato con i soli 7 voti della maggioranza presente, visto l'abbandono dell'aula da parte dei consiglieri di opposizione dopo aver manifestato il loro disappunto sulla transazione che, secondo quanto spiegato, non avrebbero avuto neanche il tempo di valutarne i termini.

Nell'accordo viene innanzitutto annunciata la rinuncia, da parte della diocesi, di tutti gli atti in giudizio contro il comune. Inoltre vengono definite le competenze e, di conseguenza la gestione. In primi la strada di accesso al Santuario sul Monte Gelbison, oggetto del contendere degli ultimi mesi, è stata definitivamente riconosciuta come di competenza del Comune, così come viene riconosciuto unico proprietario il Comune anche il piazzale antistante il sagrato della Chiesa, riconoscendo peraltro, il Santuario Maria Santissima del Sacro Monte una frazione del Comune di Novi Velia.

Le aree riservate al culto, ossia la Chiesa, le scale di accesso e le cappelle sottostanti la paizza, ossia la Cappella dell'Annunciazione, La Cappella della Natività, la cappella della Resurrezione e la cappella Mortuaria del Padri Brasiliani, le sacrestie di San Bartolomeo e della cripta di San Nilo restano di proprietà della Curia.

Inoltre, nel lungo documento in cui vengono riportati tutti gli obblighi e gli impegni del Comune, i sottoscrittori  si impegnano anche a collaborare al fine di rilanciare il Santuario sia sotto l'aspetto religioso che turistico, in quest'ultimo caso, compatibilmente con la sacralità del luogo

Anna Maria CAVA

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