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Continuano a verificarsi episodi spiacevoli legati al fenomeno degli animali vaganti a Monte San Giacomo. Una realtà montana fatta soprattutto di piccoli coltivatori e allevatori, portatori di interessi che sembrano inconciliabili.

Bovini ed equini si spostano, di notte e di giorno, in modo incontrollato. Distruggono e divorano tutto ciò che trovano sul loro cammino. Abbattono recinzioni. Occupano le strade comunali e, soprattutto di notte, minacciano l’incolumità degli automobilisti creando un serio problema di ordine pubblico.

E succede da anni. Proprio non si riesce a ristabilire la legalità. Un rimedio al pascolo abusivo sembrava essere arrivato nel 2017 con l’adozione di un nuovo regolamento per la concessione della fida pascolo. Si rivelò troppo rigido tanto che gli allevatori ebbero difficoltà ad ottenere le autorizzazioni. Impugnato dinanzi al TAR, il Comune fu costretto a modificarlo.

Poi una serie di iniziative che si sono rivelate solo dei pannicelli caldi. Non ci sono infatti avvisi pubblici, inviti a ottemperare alle prescrizioni, incontri con i cittadini, accordi con altri Comuni che tengano. Occorre altro, una strategia incisiva. Almeno è quanto chiedono i cittadini che si sono anche attivati con una raccolta firme per sollecitare azioni più efficaci. Intanto, per ora, stanno fotografando e filmando tutto per documentare i soprusi di cui sono vittime, lesi nel loro diritto di proprietà.

Dopo anni di ingiustizie e prepotenze, non si sentono tutelati a causa di leggi inefficaci che portano a procedimenti lenti e risarcimenti irrisori oltre che, nel caso degli agricoltori, all’impossibilità di proteggere in alcuni casi i propri campi con recinzioni trovandosi nel bel mezzo dell’Area Protetta.

 

Rosa ROMANO

 

 

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