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Contenziosi aperti per decine di migliaia di euro tra il consigliere Francesco Romano, candidato alla carica di sindaco alle scorse elezioni comunale e il comune di Casalbuno, che lo rendono incompatibile alla carica di consigliere comunale  dello stesso comune verso cui è stato accertato il debito. Una incompatibilità che è stata ora confermata anche dal Tribunale di Lagonegro.

Secondo quanto si legge nelle motivazioni della decisione della sezione civile del foro lagonegrese, ammonta ad oltre 30 mila euro il debito di Francesco Romano nei confronti del Comune che, di conseguenza, ha portato la maggioranza eletta guidata dal sindaco Carmine Adinolfi a sollevare il caso di incompatibilità e, successivamente, a decretare la decadenza dalla carica di consigliere comunale di Romano, con delibera di consiglio datata 25 luglio 2019. Il consigliere della lista Civica per Casalbuono aveva quindi presentato ricorso contro la delibera votata a maggioranza, sulla base di dichiarazioni secondo cui nessuno dei debiti riportati in nota, fosse accertato o esigibile, e su nessuno di essi fosse applicabile il pignoramento o espropriazione forzata anche perché in diversi casi secondo Romano, era sopraggiunta la presicrizione, pertanto la decadenza non sarebbe applicabile per effetto di incompatibilità.

Eccezioni che non sono state però accettate dai giudici della sezioni civile che, invece, nelle motivazioni, richiamando l'articolo 63 del decreto legislativo n. 267/2000 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, ha ricordato come, è da considerarsi incompatibile con la carica di sindaco, consigliere comunale, consigliere provinciale presidente di provincia chiunque abbia un debito liquido ed esigibile verso l'ente o l'istituto di riferimento. Il collegio giudicante inoltre chiarisce come, su nessuno di essi, è sopraggiunta la prescrizione essendo state notificate le regolarmente le ingiunzioni di pagamento. Da qui la decisione che, confermando la delibera del Consiglio comunale di Casalbuono dello scorso luglio in cui veniva stabilita la decadenza dalla carica di Consigliere comunale di Francesco Romano, ha respinto il ricorso presentato dallo stesso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese ammontanti in 3.235, 00 per le spese di lite.

Anna Maria CAVA

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