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Con l’arrivo del maltempo si conclude la vendemmia 2019 che, per effetto del clima anomalo, registra un taglio della produzione del 20% rispetto allo scorso anno; in  pratica, si perde una bottiglia di vino made in Italy su cinque, anche se l’Italia mantiene comunque il primato mondiale tra i produttori.

È quanto emerge dall'ultimo bilancio di Coldiretti. La vendemmia 2019 è iniziata quest’anno il 7 agosto, tra le più anticipate dell’ultimo decennio, e dopo poco più tre mesi di raccolta lungo la Penisola, restano da completare pochissime vigne di varietà tardive, come l’Aglianico nelle aree interne di Basilicata e Campania.

Si è dunque conclusa una annata di buona qualità con una stima di circa 44,3 milioni di ettolitri di produzione made in Italy, destinata per circa il 70% - precisa Coldiretti ­­-  a vini a denominazione di origine controllata (Doc), con il restante 30 per cento riservato ai vini da tavola. Se il nostro Paese si conferma al primo posto nel mondo, la Francia ci insidia da vicino con un quantitativo di poco inferiore, 42,2 milioni di ettolitri.

I vigneti italiani, con i suoi 658mila ettari di terreno coltivati, offrono opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente nei campi, nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio.

L’esercito del vino - conclude Coldiretti - spazia dai viticoltori agli addetti nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione.  

Federico D'ALESSIO

 

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