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Una produzione di poco superiore alle 330.000 tonnellate di olio a livello nazionale, un dato che quasi raddoppia (+89%) la produzione finale dello scorso anno. È quanto emerge dall’indagine degli osservatori di mercato di Cia - Agricoltori italiani, Italia olivicola e Aifo (Associazione italiana frantoi oleari) ; il clima ha favorito lo sviluppo dell’olivo, con il caldo estivo e la bassa umidità, in particolare, che hanno evitato gli attacchi della mosca olearia. La qualità dell’olio extravergine sarà assolutamente eccellente ed entro la metà di ottobre comincerà la raccolta. Una ripresa che parte soprattutto dalle Regioni del Sud.

Un’ottima annata per la Puglia, che da sola produrrà quasi il 60% dell’olio extravergine d’oliva nazionale, seguita da Calabria (+116%) e Sicilia (+38%). Stagione positiva anche per la Basilicata, che quasi quadruplica la produzione dello scorso anno (+340%), ed il Molise (+40%). In Campania, invece, se a livello globale si registra un incremento di raccolta pari al 52%, nel salernitano c'è poco da sorridere, visto che, complice un mese di maggio molto freddo, la formazione delle infiorescenze è iniziata con grande ritardo, soprattutto negli uliveti esposti a Nord.

In chiaroscuro, invece, il bilancio delle Regioni centrali: ai dati soddisfacenti di Abruzzo (+52%) e Marche (+63%), si contrappongono i dati negativi di Lazio (-19%), Toscana (-20%), Umbria (-28%) ed Emilia-Romagna (-50%), dovuti anche in questo caso alle basse temperature di inizio primavera. Maglia nera della produzione italiana saranno tutte le Regioni del Nord, che registreranno un calo evidente: picco minimo in Liguria, con un - 43%, picco massimo in Lombardia e nel Veneto con un inesorabile - 65%.

Federico D'ALESSIO

 

 

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