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Assemblea dei soci del Gal Vallo di Diano nella serata di ieri nel corso del quale era in discussione il rinnovo del collegio sindacale e la cooptazione del nuovo membro del consiglio d’ amministrazione che, nei giorni scorsi, aveva visto come nome indicato il sindaco di Sant’Arsenio Donato Pica. La decisione era sopravvenuta a seguito anche delle dimissioni di Raffaele Accetta che era stato indicato all’interno del CDA, tempo addietro a ridosso di elezioni comunali con diversi comuni valdianesi chiamati alle urne per il rinnovo delle amministrazioni, come garante per i sindaci del territorio. L’assemblea dei soci, nella discussione del primo argomento all’ordine del giorno, ha deciso all’unanimità di riconfermare tutti i componenti del collegio sindacale. Resta quindi presidente Anna Florio. A supportarla nell’incarico Angelo Bitorzoli e Michelangelo De Paola.

Successivamente l’assemblea è stata chiamata a prendere atto della surroga del componente dimissionario del CDA Raffaele Accetta, che nel suo discorso ha voluto ringraziare per la fattiva collaborazione l’intero consiglio d’amministrazione e i collaboratori del Gal,  con il nome scelto di Donato Pica, sindaco di Sant’Arsenio. Qui il colpo di scena con la nota inviata dallo stesso Pica e protocollata agli uffici del GAL nella mattinata di ieri, in cui annunciava “la propria indisponibilità– come letto dal presidente Attilio Romano in aula -  ad accettare l’incarico per impegni di carattere politico e lavorativo, sopravvenuti che potrebbero configurare ipotesi di incompatibilità”.

Una comunicazione che ha lasciato basiti gli intervenuti e che ha aperto ad un dibattito anche perché, al momento, il consiglio d’amministrazione del GAL Vallo di Diano, resta privo di un componente della parte pubblica da nominare. Il presidente Romano ha quindi proposto di rinviare la nomina del nuovo componente del CDA e di riportare la discussione sui tavoli istituzionali. Una proposta accolta dall’assemblea e su cui è intervenuto il sindaco di Montesano Giuseppe Rinaldi che, nel precisare che il nome di Donato Pica era nome gradito a tutti, ha voluto però mettere in evidenza la necessità, nel caso in questione, di ampliare la rappresentanza in seno agli enti puntando su scelte di carattere territoriale e non più soltanto politico.

Anna Maria CAVA

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