Attualità

Doveva essere un convegno pubblico con tanto di amministratori e cittadini. È stato un confronto informale su un tema “caldo”, l’Autonomia regionale, quello che ieri sera si è tenuto al Centro Don Bosco di Polla. Era organizzato da Francesco Casciano, presidente del movimento “Piccole e Medie Imprese – I piccoli che fanno grande l’Italia”, per parlare del progetto “Macroregione Autonoma Meridionale” (che coinvolge Abbruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia). L’incontro è stato ricco di spunti di riflessione seppur ridotto nel numero di presenze, pochi cittadini e pochissimi amministratori: c'erano il capogruppo di opposizione al Comune di Polla Fortunato D'Arista, il sindaco di Pertosa Michele Caggiano e il vicesindaco di Salvitelle Giovanni Niscio. Avrebbe potuto scadere in una predica di idee precostituite da parte di meridionalisti intransigenti. Così non è stato.

Il giornalista Sergio Angrisano, segretario nazionale della Federazione Movimenti di Base, coadiuvato da Mario Stanzione, presidente di Meridionalisti Indipendenti, ha illustrato il progetto della Macroregione Autonoma Meridionale che parte dalla raccolta firme in atto in questi giorni per un referendum consultivo in cui saranno coinvolti i cittadini. Sono 12 i movimenti meridionalisti che si stanno muovendo, sembra sulla falsariga delle regioni del Nord, in realtà è un’iniziativa intrapresa da anni. Un fermento che vede fra gli animatori l’ex governatore della Campania Stefano Caldoro ma è trasversale rispetto all’arco delle sensibilità politiche. I quesiti referendari su cui saremo chiamati a esprimerci sono due, scritti dal costituzionalista Giuseppe Palma, hanno come riferimento costituzionale gli art. 116 e 117.

Il vento del federalismo che sta soffiando sul Paese non convince tutti, c’è chi lo vede come una corsa agli egoismi locali e quindi un progetto “spaccaitalia”. E chi legge il processo come inesorabile e quindi la proposta della Macroregione è solo tutela di interessi legittimi e strumento di rinascita e riscatto. Tante i dubbi e le domande messi sul tavolo ieri sera: la Macroregione è un’utopia? Se no, quali sono le prospettive di efficacia? E ancora. Autonomia vuol dire maggiore assunzione di responsabilità, il Meridione è pronto? Si riuscirebbe a risolvere anni di inefficienze politico-amministrative locali che sono la concausa di sprechi, clientelismo e sottosviluppo?

La proposta della Macroregione potrebbe (il condizionale è d'obbligo) essere un’occasione da cogliere per assumerci la responsabilità e il merito del nostro stesso sviluppo. Che sarebbe poi il vero riscatto per tutto il Meridione.

Se il Comitato per il referendum raggiungerà entro 90 giorni il numero minimo di firme necessarie alla convocazione della consultazione referendaria, i cittadini saranno chiamati ad esprimersi. Per farlo con convinzione e consapevolezza è necessario che si informino. Informarsi vuol dire anche non disertare occasioni di confronto quindi partecipare per crearsi una propria solida opinione e non rischiare di rimanere vittime del “venditore di fumo” più prossimo.

Rosa ROMANO

 

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